Educazione civica, corso aggiornato con UDA per ogni ordine e grado di scuola. Iscrizione e fruizione gratuite

Corso organizzato e certificato da SO.GE.S, ente accreditato al Miur (Società del gruppo Orizzonte Scuola), in collaborazione con Orizzonte Scuola Formazione. Al termine delle videolezioni, dopo aver superato il test di apprendimento, è possibile richiedere la certificazione riconosciuta dal MIUR valida per il riconoscimento dell’aggiornamento dei docenti (come da direttiva ministeriale 170/2016), al prezzo di 69 euro.

Il corso è stato aggiornato con nuovi contenuti. Per quanto già iscritti o hanno già conseguito la certificazione non è necessaria una nuova iscrizione.

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La presentazione dell’autore in relazione ai nuovi contenuti. Di Antonio Fundarò

L’educazione civica costituisce il focus della nuova normativa con la quale, finalmente (anche se assolutamente perfezionabile) si forniscono indicazioni alle scuole in materia di educazione civica in piena coerenza con le indicazioni europee. La legge sottolinea come l’educazione civica e i valori connessi siano presupposti fondanti per il cittadino del domani: infatti, l’equità sociale, la crescita economica di un Paese, l’occupazione e la coesione sociale, l’ambiente, la democrazia digitale, la sostenibilità non possono essere raggiunti se non attraverso l’efficienza e l’equità dell’istruzione. In tal modo, si conferma anche che la legalità e la democrazia debbano essere prassi diffuse nella comunità scolastica, anche sulla base dell’adozione della ” Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio europeo”.

Programma Europa per i cittadini 2014-2020

Infatti, a livello europeo è stato stabilito, molto prima di questa scelta normativa, educativa e didattica, di istituire il programma “Europa per i cittadini” volto alla diffusione della cittadinanza attiva e quindi allo spirito di appartenenza ad una società fondata sui principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani. La Direttiva centra peraltro l’attenzione sulla partecipazione attiva dei giovani alla costruzione europea, alla comprensione delle diversità culturali presenti oggi nella nostra società ormai multietnica, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro il razzismo. Programma Europa per i cittadini 2014-2020. Il Programma “Europa per i Cittadini 2014-2020” mira ad avvicinare i cittadini europei all’Unione Europea, proponendosi di colmare la distanza, talvolta dai primi avvertita, dalle istituzioni europee. Coerentemente a tale scopo principale, il Programma supporta economicamente organizzazioni attive nei settori ad esso attinenti e co-finanzia progetti volti al raggiungimento dei suoi obiettivi generali e specifici, di seguito illustrati. Esso, introducendo debite modifiche e innovazioni, si pone a proseguimento del conclusosi Programma “Europa per i Cittadini 2007-2013”, rivelatosi di estremo successo a livello europeo e in particolare nazionale. L’Italia, difatti, rappresenta finora una delle nazioni europee con il più alto numero di progetti presentati e selezionati.

L’educazione civica come occasione unica e irripetibile di apprendimento formale e non formale

Alla luce di queste premesse, le scuole sono invitate a promuovere tutte le occasioni di apprendimento formale e non formale sia nella scuola sia al suo esterno, sono sollecitate non solo a individuare obiettivi di miglioramento per l’istruzione ma anche piani strategici per raggiungerli. Si deve quindi riconoscere all’educazione alla legalità una dimensione formativa trasversale che consolida le capacità della scuola di interpretare e intervenire sulla complessità sociale presente sul territorio, obiettivo che non può essere disgiunto da un discorso più ampio: l’esigenza di coinvolgere le famiglie, dare spazio non solo ai singoli genitori, ma anche alle associazioni di questi presenti sui territori.

Dal curriculo trasversale e interdisciplinare all’Unità di Apprendimento

Negli articoli sinora pubblicati e nei corsi di formazione proposti da Orizzonte Scuola Formazione, abbiamo ragionato sulle finalità dell’educazione civica, sulle competenze, su alcuni sviluppi didattici concreti, su alcuni principi, oltre che dalla esperienza didattica e formativa da porre in essere. La riflessione emersa ha portato, innanzitutto, a considerare l’ambito specifico di Educazione Civica, come un luogo eminentemente pluridisciplinare. Pur riservando al docente di Italiano e Storia, di Filosofia e Storia o al docente di Diritto – a seconda degli ordini e della tipologia specifica dei curricula – una leadership propositiva, si è ritenuto che l’educazione Civica fosse dovere e competenza di ogni docente in quanto adulto prima ancora che professionista in ambito educativo.

I principi di lavoro proposti

In generale i principi su cui il lavoro si è articolato sono pertanto i seguenti:

  • Curriculo verticale sia in termini di competenze che di sviluppo didattico;
  • Filo conduttore tematico e metodologico che conferisce una progressività alle attività;
  • Didattica attiva e laboratoriale, in cui centrale sia l’azione dell’allievo -con un approccio il più possibile aperto al lavoro di gruppo- e che preveda un ‘evento/ prodotto’ finale da condividere con altre classi, genitori e pubblico più ampio
  • Dialogo- radicamento nel territorio;
  • Ruolo di tutoring da parte del docente, che predispone l’ambiente educativo, riflette sugli input e le varie fasi del lavoro, monitora e fornisce continuamente verifiche e feedback sul lavoro degli allievi/ dell’allievo;
  • Co- progettazione delle fasi e degli interventi, sia con la classe sia con il Consiglio di Classe/Interclasse/Intersezione;
  • Individuazione di un concetto e/o ambito concettuale ‘selettore’ come elemento guida della progettazione didattica secondo il curriculum verticale;
  • Approccio globale, che preveda l’integrazione delle varie forme dell’intelligenza e un equilibrio tra le attività marcatamente emotive e/o di ricerca con le attività più riflessive e di teorizzazione;
  • Livello esperienziale e creativo, fondamentale
  • Sintonia nella metodologia, fondamentale sempre ma soprattutto nella didattica di raccordo.

Lasciamo un segno: le Unità di Apprendimento

L’educazione civica può costituire, infatti, un ambito che consente l’efficacia del lavoro nel lasciare un segno. I moduli di lavoro, ovvero le Unità di Apprendimento, devono essere individuati a partire dall’esperienza che già concretamente è attuata nelle scuole italiane e sono stati pensati in funzione di una didattica reale e fattibile che s’intreccia con la didattica curriculare normale e non richiede, dunque, eccezionalità nei tempi e nei modi se non nella misura in cui può essere programmata dai consigli di classe nell’alveo delle ore minime stabilite da normativa e poi dai collegi dei docenti e dai consigli di istituto.

Ogni Unità di Apprendimento, infatti, costituisce una proposta, una pista di lavoro che può essere modificata in base alle esigenze del proprio gruppo classe e della propria realtà effettiva e operativa di lavoro. L’ambito di significato su cui è necessario lavorare è l’idea di civismo. Un grazie alle scuole che hanno già lavorato alle UDA, alcune delle quali vi proponiamo. È il caso, ad esempio, dell’Istituto Comprensivo di Aquino (Fr) pregevole esempio di ottima scuola e diretto, con estrema competenza e professionalità dal Dirigente scolastico dott.ssa Marianna Stefania Ladisi. O il caso della rete del Veneto, i cui progetti e le cui Unità di Apprendimento sono state raccolte nel volume “Strumenti di didattica per competenze. Strumenti generali: uda. Tutti i Profili. Repertorio di UDA riferite prevalentemente a competenze chiave di cittadinanza”. In esso abbiamo lavorato su “Navigando … nel mare della conoscenza” di Leggio, Anti, Massella, Righi; “La carta europea dell’acqua”; “Domani lavoro”; “Lo straniero della porta accanto” di Cattapan Sara, Gorgati Eleonora, Mattion Michele, Romano Gianni, Vigini Cristina, Zanin Lucia, Zurlo Susanna; “Senza senso” – vivere con un deficit fisico sensoriale di Genovizzi, Pluchino, Fasani, Adami, Cavarzere; o per il Liceo Scienze Umane “Senza senso” – vivere con un deficit fisico sensoriale. Genovizzi, Pluchino, Fasani, Adami, Cavarzere, Totolo. Esempi di buone pratiche e nostre proposte per non lasciarsi vincere dalle novità.

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