Educazione civica come materia a sé piace a molti comuni siciliani. Lettera

di redazione
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Inviato da Giuseppe Adernò – Il quotidiano “La Sicilia” ha pubblicato nell’ultima di copertina di abato 27 ottobre il manifesto promosso dall’ANCI

per diffondere la notizia della raccolta firme perché la Camera dei Deputati approvi la proposta di legge popolare promossa dal Comune di Firenze e dall’ANCI per reintrodurre in tutte le scuole di ogni ordine e grado e come materia di studio autonoma e con voto l’Educazione Civica con il nome di “Educazione alla Cittadinanza”.

Tale proposta assume una rilevanza sociale di grande importanza per colmare un vuoto di conoscenze e di cultura che, purtroppo, in questi anni ha avuto il sopravvento.

La scuola, che prepara i cittadini di domani, ha il dovere di impartire un insegnamento strutturato e organico dei valori della Costituzione, dell’organizzazione dello Stato per far acquisire a tutti gli studenti il senso civico del rispetto, e del vivere in società, esercitando diritti e doveri.

In questi anni l’Educazione Civica, considerata come “cenerentola delle materie”, ha indossato il vestito della “trasversalità” nel girotondo delle “educazioni” stradale, ambientale, alla salute, alle pari opportunità, al bullismo, alla legalità, al gender, ma si constata che gli esiti di apprendimento e la modifica dei comportamenti civici, non sono avvenuti, come dimostrano i frequenti atti di violenza, di teppismo, i danni provocati persone e a cose appartenenti alla Comunità, le aggressioni ai docenti anche da parte di genitori. Si registra una sempre crescente emergenza educativa e la mancanza di un insegnamento sistematico e critico delle norme del vivere civile, compreso il buon galateo e le buone maniere.

I giovani crescono senza riferimenti forti di modelli, di principi, di segni e di comportamenti, anche perché non hanno ricevuto l’adeguata” istruzione” che la Costituzione “garantisce” per tutti.

Nella scuola di oggi l’insegnamento dell’Educazione Civica, anche sotto il nome di Cittadinanza e Costituzione, è subordinato al grado di sensibilità dei singoli docenti o dei dirigenti, alla disponibilità di tempo o al temporaneo svolgimento di un progetto di legalità, in occasione di ricorrenze storiche, di delitti efferati o delle stragi di mafia.

La proposta di legge popolare, lanciata dal Comune di Firenze e adottata dall’Anci, sollecita i Comuni ad effettuare entro febbraio una raccolta firme per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare il Parlamento all’approvazione di un segno concreto di vera civiltà.

Come ha già pubblicato “La Sicilia” i comuni di Acireale, San Michele di Ganzaria e Grammichele hanno accolto la proposta dell’Anci.

Al Comune di Catania, presso l’ufficio del Sindaco e allo sportello URP“ Rapporti con il pubblico, è attivo un servizio di raccolta delle firme ed è auspicabile che la città di Catania, che ha dato i natali all’Educazione Civica presso il Castello Ursino nel febbraio del 1957 – in occasione di un convegno nazionale promosso dall’UCIIM – divenuta poi disciplina scolastica il 13 giugno del 1958, (DPR 136 n.585 a firma del Ministro dell’Istruzione on. Aldo Moro), sia tra le città italiane più attive in tale raccolta firme, espressione di democrazia attiva e responsabile.

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