Educazione civica, appello della Lega a Mattarella: applicazione legge dal 1° settembre 2019

di redazione
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Comunicato Lega –  “Mi appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché l’educazione civica, attesa da milioni di italiani, possa tornare sui banchi di scuola già dal prossimo anno scolastico. Lo abbiamo fatto, come diceva Aldo Moro, per pulire il futuro ai nostri ragazzi.

Il Parlamento ha espresso chiaramente la sua volontà votando il provvedimento all’unanimità alla Camera e a larghissima maggioranza al Senato, con la sola astensione del PD. La legge è stata trasmessa il 2 agosto al Quirinale, c’erano e ci sono i tempi tecnici per non vanificare un lavoro trasversale e non deludere le speranze delle famiglie, dei docenti, dei dirigenti scolastici e, in primis, dei ragazzi. Non appena la legge verrà promulgata dal Presidente della Repubblica, sono certo che il Ministro Bussetti e i tecnici del Miur troveranno la soluzione per non perdere un altro anno”. Così il deputato della Lega Massimiliano Capitanio (Lega), primo firmatario della legge per l’introduzione dell’educazione civica obbligatoria e curricolare a scuola.

“Il provvedimento, presentato alla Camera il 1° giugno 2018, è stato approvato all’unanimità alla Camera il 2 maggio 2019 – ricorda l’esponente leghista -. Trasmesso al Senato il 3 maggio, è stato approvato in via definitiva il 1° agosto. Dal 2 agosto è alla firma del Presidente della Repubblica. Il Miur ha già trasmesso le linee guida al Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione che ha già in calendario, a partire dalla prossima seduta, una convocazione per il parere formale sulle linee guida. Se è vero che l’articolo 2 della legge prevede l’istituzione dell’insegnamento dell’educazione civica a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore del provvedimento, è altrettanto vero – sottolinea Capitanio – che è possibile chiarire questo aspetto con un decreto ministeriale ad hoc, e il Miur è già pronto. Fatto questo passo, siamo a disposizione per lavorare fin da subito con tutte le forze politiche per sviluppare la legge, trovare ulteriori fondi, arricchirla: questa è una legge che appartiene a tutti, l’Italia ha bisogno di educazione civica, non fermiamoci adesso”.
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE
La legge, composta di 12 articoli dopo il testo unificato uscito dalla Commissione Cultura della Camera, prevede che nel primo e nel secondo ciclo di istruzione sia istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica e che iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile siano avviate dalla scuola dell’infanzia.
Sono previste almeno 33 ore annue e voto in pagella come previsto dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.
Saranno oggetto di educazione civica:
   a) Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;
   b) Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
   c) educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell’articolo 5;
   d) elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
   e) educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
   f) educazione alla legalità;
   g) educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.
Nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica sono promosse l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva. Con particolare riferimento agli articoli 1 e 4 della Costituzione possono essere promosse attività per sostenere l’avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro. L’insegnamento trasversale dell’educazione civica è integrato con esperienze extra-scolastiche, a partire dalla costituzione di reti anche di durata pluriennale con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva. I comuni possono promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole, con particolare riguardo alla conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, alla conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca indice annualmente, con proprio decreto, per ogni ordine e grado di istruzione, un concorso nazionale per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, al fine di promuoverne la diffusione nel sistema scolastico nazionale.
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