Educazione alle relazioni, Garante dell’Infanzia: “30 ore previste dal piano Valditara non saranno sufficienti”

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Il progetto educativo che dal prossimo anno partirà in tutte le scuole secondarie di secondo grado italiane si svilupperà in percorsi educativi extra-curriculari, con un impegno di 30 ore annue. La partecipazione sarà facoltativa, e ogni istituto aderirà su base volontaria, previo consenso dei genitori.

“Sicuramente apprezzabile lo sforzo del ministro dell’Istruzione che ha introdotto in via sperimentale il piano di educazione alle relazioni però sinceramente 30 ore, fatte fuori dall’orario scolastico su base volontaria, non credo che saranno sufficienti. Anzi, non penso proprio avranno gran successo. Si tratta di una materia che andrebbe introdotta nelle scuole fin da piccoli. Perché è fin da piccoli che si deve imparare il rispetto e l’educazione per l’altro”. Lo ha detto l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti durante la sua relazione annuale al Parlamento, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di quello della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Smettiamo di far finta che i minorenni non esistano. Se non li prendiamo sul serio e non ascoltiamo le loro richieste rischiamo l’implosione o l’esplosione di un’intera generazione. E penso che siamo tutti d’accordo nel non volere nessuna di queste due cose” ha continuato Garlatti, per cui è indispensabile “un cambio di rotta, culturale, sociale e politico, che permetta di abbattere il diaframma che separa la dimensione adulta da quella minorile” perchè “bambini e ragazzi devono essere considerati tra i destinatari diretti delle decisioni e delle scelte politiche. Oggi purtroppoha constatatonon appaiono nemmeno sullo sfondo: lo dimostra il fatto che i ragazzi fanno di tutto per far sentire la loro voce, senza essere nei fatti ascoltati”.

Cosa prevede il piano del Ministro Valditara? Ve ne abbiamo parlato in questo articolo

Il progetto educativo che dal prossimo anno partirà in tutte le scuole secondarie di secondo grado italiane si svilupperà in percorsi educativi extra-curriculari, con un impegno di 30 ore annue. La partecipazione sarà facoltativa, e ogni istituto aderirà su base volontaria, previo consenso dei genitori. Il finanziamento di 15 milioni di euro dai fondi Pon mira a supportare le attività proposte, incentrate su metodologie laboratoriali e attività pluridisciplinari, e pagare i docenti coinvolti nel progetto. I docenti saranno al centro di questa iniziativa, assumendo il ruolo di moderatori in gruppi di discussione studenteschi. L’Indire, in collaborazione con professionisti qualificati, fornirà formazione specifica ai docenti coinvolti. La nomina di un docente referente per ogni scuola garantirà un’implementazione coordinata ed efficace del programma.

Un aspetto rilevante del progetto è l’inclusione delle famiglie. Il Fonags opererà in sinergia con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, per integrare le esigenze e osservazioni dei genitori. Si prevede anche un monitoraggio accurato per valutare l’impatto e l’efficacia degli interventi. Il progetto include la creazione di presidi territoriali psicologici in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi. Si prevede anche la partecipazione di influencer, cantanti, attori e figure professionali come psicologi, avvocati, assistenti sociali, e organizzazioni contro la violenza di genere. L’intenzione è quella di coinvolgere i giovani attraverso figure a loro vicine e riconoscibili.

Alla fine della sperimentazione, sarà condotta una valutazione per identificare le pratiche migliori e valutare la possibilità di rendere il programma un elemento obbligatorio nel curriculum scolastico. Questa iniziativa rientra in un contesto più ampio di sensibilizzazione, che coinvolge anche i ministeri delle Pari Opportunità e della Famiglia, e della Cultura, con un focus sulla diffusione del numero verde antiviolenza 1522.

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