Educazione alla “resilienza” nell’era dell’Ipercomunicazione: cos’è e perché inserirla nella didattica

di Giuseppe Sferrazzo

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Prima di capire se e come introdurre la resilienza a scuola cerchiamo di capire cosa essa sia effettivamente.

Il termine è stato introdotto in psicologia derivandolo dalle scienze dei materiali e, nello specifico fa riferimento alla “particolare proprietà di alcuni materiali di riprendere la forma originale dopo aver subito una deformazione”.

Nell’ambito psicologico fa riferimento alla capacità di reagire di fronte alle difficoltà (dalle criticità più semplici ai traumi importanti) e non è un modo semplice per “ continuare ad andare avanti”, ma di uscire dalla situazione critica con un cambiamento (adattamento), maggiormente rafforzati. Si tratta, insomma, di una combinazione efficace di forza e flessibilità che ci permette di “rialzarci in piedi” dopo un evento negativo.

Ne parla in modo dettagliato, nelle sue ricerche e divulgazioni, il grande Daniel Goleman, autore di Intelligenza Emotiva. I soggetti resilienti hanno una personalità caratterizzata da:

  • impegno attivo, coinvolgimento nelle attività con entusiasmo
  • controllo o convinzione di poter dominare le situazioni anche se parzialmente
  • Propensione positiva per le sfide, concepite come molla per il cambiamento e non come degli ostacoli.

Egli sostiene che la resilienza, così come altre “competenze” emotive, sono soltanto in parte innate e si possono implementare e addestrare.

Ecco che la Scuola è uno degli ambienti più importanti per i bambini che cominciano a mettersi in gioco nel mondo al di fuori della dimensione familiare. Imparare a coltivare la resilienza a Scuola può essere determinante per il futuro del discente.

Il gruppo- classe è un sistema complesso che pone stimoli e sfide sotto diversi punti di vista: la vita sociale, il rapporto con l’autorità degli insegnanti, la competizione con gli altri e con se stessi per ottenere buoni voti, l’acquisizione di un metodo, la capacità di problem solving e problem setting.

La Resilienza e il successo

Allora perché parlare di resilienza a scuola? Perché potenziarla?
Sicuramente i bambini resilienti godono dei benefici di questa loro attitudine naturale a scuola, così come negli altri ambiti della loro vita.

La resilienza ha degli effetti estremamente positivi durante il percorso scolastico, impattando su autostima, autoefficacia e auto-comsapevolezza. La domanda, molto spesso, è come facilitare nei bambini questa adattabilità alle svariate situazioni, questa predisposizione al cambiamento per il raggiungimento dei propri obiettivi? Tenendo sempre presente che si tratta di risorse interne in parte innate dell’individuo e fattori ambientali. Daniel Goleman stesso, in più occasioni chiarisce che il “contributo” dell’ambiente è fondamentale… Ed è qui che si può inserire la Scuola, ovviamente potenziando l’ambiente familiare.

I percorsi didattici

Oggi ci sono diverse sperimentazioni nel mondo della Scuola che, grazie ad insegnanti lungimiranti, hanno deciso di intraprendere, spesso con grande coraggio e dispendio di energie, questa nuova sfida. Il “contributo” ambientale alla resilienza che viene dalla scuola dipende proprio dagli insegnanti che desiderano lavorare per potenziare quell’insieme di componenti che migliorano l’adattamento e la creatività di cui ci dota la Natura.

L’interazione con l’ambiente permette di mettersi e metterci alla prova, misurare gli effetti positivi del cambiamento e dell’adattamento. Infatti percorsi didattici che pr vedono continue modifiche, adattamenti e che premino la flessibilità possono dare un grande contributo allo sviluppo della resilienza nel lungo periodo.

Cos’è l’autoefficacia tanto decantata nell’Intelligenza Emotiva di Goleman ?

Si esprime come profonda fiducia nelle proprie competenze e capacità. Fa riferimento alla sicurezza con cui si “individuano e si affrontano” i problemi. Quando si ha scarsa autoefficacia non ci si sente all’altezza della situazione e si approcciano le attività assegnate anticipando il proprio fallimento… insomma la profezia che si autoavvera ha davvero vita facile. Allenare alla fiducia in se stessi permette invece di affrontare senza pregiudizio le attività quotidiane e di dare il giusto valore a vittorie e fallimenti.

Resilienza e autoefficacia, assieme a scuola.

Definiti i concetti in oggetto, ecco che diventa immediatamente chiaro perché resilienza e autoefficacia a scuola sono parte di un allenamento mentale che ha delle ricadute sull’alunno nella sua totalità. Sempre secondo Goleman, i tre fattori promotori da considerare sono: l’indole, la famiglia e l’ambiente sociale, in cui rientra ovviamente l’ambito scolastico. Le strategie principali per insegnare e formare alla resilienza sono:

– la pratica dell’empatia

– la responsabilità;

– potenziare l’attitudine a prendere delle decisioni;

– insegnare l’ottimismo attraverso critiche costruttive (non violente);

Come proporre l’autoefficacia

Secondo lo psicologo canadese di fama mondiale Albert Bandura, autore di ricerche importantissime sull’autoefficacia e la resileinza dei bambini, per parlarne a scuola è necessario:

  • proporre dei modelli di comportamenti o attività che dimostrino fiducia in se stessi e nelle proprie capacità;
  • è importante proporre situazioni problematiche che siano sempre alla portata degli studenti, quindi obiettivi raggiungibili che non alimentino sempre il fallimento;
  • la “leadership” degli insegnanti, soprattutto se amati dagli studenti, è molto importante. Le loro parole di incoraggiamento possono costituire una forte base per l’autoefficacia;

    L’utilità della Resilienza nell’epoca dell’iper-comunicazione

Rendere una persona resiliente vuol dire sostanzialmente rafforzare la sua capacità di gestire le difficoltà, di far fronte ai cambiamenti improvvisi, proporsi alle sfide di ogni giorno e relazionarsi in maniera efficace con gli altri; vuol dire rafforzare la capacità di ripresa di un giovane studente che, oggi più che mai, nell’epoca della Comunicazione iper-veloce e della “democrazia della Parola”, spesso si trova a doversi scontrare frontalmente con delle difficoltà relazionali importanti.

Nell’epoca della violenza linguistica e dell’odio gratuito in Rete, la Resilienza può risultare un addestramento di grande valore per il recupero dell’armonia del singolo, coltivando la prepotente tensione di vita che ciascun individuo esprime, cominciando proprio dalla Scuola.

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