Educazione alla parità di genere. Dopo l’estate linee guida del MIUR

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Il Ministro Stefania Giannini ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post, commentando i recenti fatti di cronaca su due altri omicidi, le cui vittime sono ancora una volta donne.

Il Ministro Stefania Giannini ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post, commentando i recenti fatti di cronaca su due altri omicidi, le cui vittime sono ancora una volta donne.

“Vania e Rosaria oggi non ci sono più. Lucca, la mia città, e Caserta perdono due donne vittime di una brutale violenza che dà sfogo alla subcultura della superiorità maschile. Una patologia non solo italiana, ma che in Italia sta esplodendo in maniera allarmante.

La scuola può e deve dare un contributo educativo ad estirparla nella società di domani con azioni educative immediate e d’impatto nel lungo periodo.

Gli assassini, non dimentichiamocelo, sono adulti. È il segno che oggi raccogliamo i frutti di un'aridità educativa del passato. Un vuoto culturale che ha lasciato prosperare pregiudizi e stereotipi, istinti e ossessioni.

Negli ultimi anni, le istituzioni scolastiche e gli insegnanti si sono impegnati in esperienze di sensibilizzazione a questi temi che, pur in maniera frammentaria, hanno fornito buone pratiche.

Con la legge 107 (“La Buona Scuola”), abbiamo trasformato questo positivo spontaneismo in un sistema di valori e di principi concentrati nel comma 16 della legge: educazione alla parità tra i sessi, prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.

Anche per questa ragione, il Miur parteciperà alla cabina di regia voluta dal ministro Boschi, condividendo contenuti e politiche educative.

Dopo l’estate diffonderemo linee guida che devono rappresentare dei punti fermi per unirci nella prevenzione di violenze e diseguaglianze e coinvolgeremo le famiglie nei percorsi formativi.

La scuola è la seconda casa dei nostri ragazzi, ma la prima, va ricordato, è il nucleo familiare e il contesto sociale in cui maturano più direttamente visioni del mondo e sensibilità.

Promuoveremo anche una consultazione con gli studenti per il riequilibrio di genere nei libri di testo: chiederemo loro quali figure femminili inserire nei libri su cui studiano per dare cittadinanza alle donne che hanno fatto la storia, nella cultura, nelle scienze e in altri campi.

A scuola non si possono né si devono cercare soluzioni istantanee col metodo dell’ora in più. Il tempo del rispetto per l'altro e per la sua dignità umana e il senso del limite devono durare oltre il suono di una campanella”.

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