Education and training monitor. In Italia solo l’8% della spesa pubblica va all’istruzione, davanti solo alla Grecia

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L'Italia ha fatto dei passi avanti ma c'è ancora molto da fare per migliorare il sistema educativo. Lo afferma l'Education and training monitor pubblicato dalla Commissione europea. 

L'Italia ha fatto dei passi avanti ma c'è ancora molto da fare per migliorare il sistema educativo. Lo afferma l'Education and training monitor pubblicato dalla Commissione europea. 

Appena l'8% della spesa pubblica è dedicata al settore educazione. Meno dell'Italia spende solo la Grecia (7,6%).

 Il dato è riferito al 2013 ma il trend di riduzione degli investimenti nell'istruzione tra il 2008 e il 2013 è ben visibile.

L'investimento in relazione al Pil ammonta invece al 4,1% contro il 4,4% del 2010. In questo caso peggio dell'Italia fanno la Bulgaria, la Spagna (4%) e la Romania.
 
Anche l'abbandono scolastico è in diminuzione con una partecipazione scolastica praticamente quasi totale nella fascia di età tra i 4 e i 6 anni. 
In Italia, secondo dati raccolti nel 2014, l'abbandono scolastico anticipato è ancora al 15%, superiore alla media europea e inferiore a quello di Spagna, Malta, Romania e Portogallo. L'Italia è riuscita tuttavia a ridurre il tasso di abbandono al di sotto dell'obiettivo nazionale mentre rimane ancora lontano il target fissato a livello europeo per il 2020 (10%). 

Il conseguimento dell'educazione universitaria è ancora il più basso in Europa. 

Non adeguatamente sviluppato appare, secondo il rapporto, il sistema di apprendimento sul lavoro e l'ingresso dei giovani nel mercato occupazionale rimane difficoltoso, anche per chi ha un livello di educazione elevata. 
In Italia poco meno del 25% della popolazione raggiunge un'educazione di grado universitario. Quasi doppio l'obiettivo che si è posta l'Europa per il 2020 (40%). La media europea si attesta già poco al di sotto di questo livello. 

rapporto

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