Educare alla legalità. Lettera

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Carissimo direttore,
l’educazione alla legalità è diventata una delle basi di questa scuola che a passi veloci sta andando dalle conoscenze alle competenze, introducendo qualcosa di nuovo dentro l’insegnamento, con una urgenza non molto dilazionabile.

Si deve però fare il punto di questa educazione sempre più incombente, anche perchè il rischio grosso è quello di ridurla alla conoscenze di regole e alla loro pratica, come se il problema della legalità oggi fosse quello di insegnare i giovani a rispettare le regole.

Purtroppo la mentalità che domina oggi nella scuola è questa ed educare alla legalità è ridotto alla conoscenza e all’osservanza delle regole della convivenza civile. Bisogna intervenire e senza aspettare che passi troppo tempo, perchè non è questa l’educazione alla legalità! Vi è qualcosa che viene prima della legge e su cui si basa ogni legge, è questo qualcosa che bisogna saper riconoscere e cogliere in tutta la sua novità. E’ l’altro ciò che viene prima della legge, è l’io e l’altro, il valore, la ricchezza di ogni essere umano, di ogni persona, tanto che la legge non è come dice la mentalità dominante il limite che bisogna fissare per impedire che l’altro limiti la mia libertà. E’ ora di una rivoluzione culturale e questa rivoluzione culturale può iniziare dalla scuola.

L’illuminismo ci ha insegnato il valore della libertà ma con questo anche che la mia libertà arriva fin dove inizia la libertà dell’altro, oggi questo principio si può finalmente ribaltare, non più la mia libertà finisce dove inizia la libertà dell’altro, ma la mia libertà inizia dove inizia quella dell’altro. Questo è il cambiamento che si può portare con l’educazione alla legalità, vedere l’altro non più come limite, ma come ricchezza, ogni altro!

Per questo più che fare tante conferenze sul valore delle leggi, sarebbe interessante fare esperienze di condivisione del bisogno degli altri: questo è il sapere agito delle competenze, che una classe cominci dal recarsi in una casa di riposo o in una comunità di accoglienza di disabili, faccia un’esperienza e poi vi rifletta cogliendo ciò che ognuno ha imparato e condividendolo con gli altri. Questa è una educazione alla legalità capace di cogliere la sfida dell’oggi, e la sfida dell’oggi non è conoscere le regole, ma riconoscere la positività dell’altro.

Gianni Mereghetti
Insegnante

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