Edilizia scolastica, Russo (Pd): il Governo discrimina le regioni del Mezzogiorno

di Lalla
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Ufficio stampa Pd – “Lo scorporo delle otto regioni meridionali dall’elenco approvato nel novembre 2010, riguardante gli interventi urgenti sul patrimonio scolastico volti alla messa in sicurezza delle strutture, determina una nuova grave discriminazione del governo Berlusconi nei confronti delle regioni del Sud. Siamo in presenza di una nuova beffa e di un doppio danno per le regioni meridionali!” Lo dichiara in una nota l’On. Tonino Russo (Pd), componente della Commissione cultura della Camera commentando l’approvazione, in commissioni congiunte V bilancio e VII cultura, della risoluzione Gioacchino Alfano ed altri in merito ad Interventi in materia di edilizia scolastica. “

Ufficio stampa Pd – “Lo scorporo delle otto regioni meridionali dall’elenco approvato nel novembre 2010, riguardante gli interventi urgenti sul patrimonio scolastico volti alla messa in sicurezza delle strutture, determina una nuova grave discriminazione del governo Berlusconi nei confronti delle regioni del Sud. Siamo in presenza di una nuova beffa e di un doppio danno per le regioni meridionali!” Lo dichiara in una nota l’On. Tonino Russo (Pd), componente della Commissione cultura della Camera commentando l’approvazione, in commissioni congiunte V bilancio e VII cultura, della risoluzione Gioacchino Alfano ed altri in merito ad Interventi in materia di edilizia scolastica. “

Aver dirottato quelle scuole, che aspettano da quasi nove mesi interventi ritenuti urgenti ed indispensabili, nell’elenco che sarà finanziato con i fondi stanziati dal CIPE, significa averli immessi in un binario morto o quasi. Le procedure previste dal CIPE, infatti, sono molto più lunghe e farraginose di quelle previste per le altre dodici regioni. Tra l’altro, la presunta e tutt’altro che certa copertura con i fondi FAS, escluderà di fatto altre scuole in attesa di interventi già accertati ed inseriti nelle graduatorie stilate dalle squadre dei tecnici all’uopo costituite.

Insomma, piuttosto che restituire alle regioni del sud i fondi sottratti impropriamente, circa 200 milioni di euro assegnati a regioni che non ne avevano alcun diritto, si decide di sottrargliene altri 41 milioni. Allora, per la tranche dei 358 milioni di euro dei fondi CIPE, si usò un criterio che derogava al principio che regola l’assegnazione dei fondi Fas, ossia, 85% alle regioni del sud ed il resto per le altre aree sottoutilizzate. Si adottò un principio giusto, quello della popolazione scolastica, ma illegittimo rispetto a quel tipo di risorse già preventivamente finalizzate.

Oggi, non convincono affatto le argomentazioni della maggioranza e del governo. E temo che non saranno adeguate a sbloccare quegli interventi di necessità ed urgenza, chiesti a gran voce da ogni parte del Paese.

Vedremo presto se ci saremo ritagliati il ruolo della cassandra o dei facili profeti. In ogni caso, se si andrà avanti, verificheremo quali saranno i tempi di spesa e di realizzazione degli interventi. Poi, analizzeremo le modalità, oggi tutt’altro che equilibrate ed eque. In altre parole, non faremo sconti a chi continua arrogantemente ad operare forme di discriminazioni non più sopportabili.

Speriamo –conclude il deputato Pd- di trovare sulla nostra strada anche i parlamentari pseudomeridionalisti del Pdl. Quelli che oggi hanno preferito un piatto di lenticchie per casa loro piuttosto che pretendere almeno pari dignità tra le regioni del Paese”.

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