Edilizia scolastica. M5S: i tre miliardi che proclamò Renzi erano un bluff

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“In Italia servirebbero almeno 13 miliardi di euro per mettere a norma i nostri edifici scolastici.

Per il 2017 non solo il governo ha stanziato una miseria, 20 milioni, ma questa cifra è stata ulteriormente tagliata e ridotta a 6 milioni. Ci domandiamo: per garantire la sicurezza degli studenti e del personale e il rispetto delle norme dovranno passare ancora dei decenni?”.

Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle commenta l’interrogazione a prima firma Chiara Di Benedetto rivolta al ministero dell’Istruzione.

“I dati sull’insicurezza delle scuole italiane fanno rabbrividire, ma il governo gioca con i numeri sull’ l’edilizia scolastica, cercando di camuffarli. In Italia il 60% delle scuole non ha il certificato di agibilità, eppure il governo ignora il problema e trucca gli importi sugli stanziamenti». Gli oltre 3 miliardi di euro di investimenti he compaiono sul sito della “Buona scuola” sono tutti virtuali. Il governo bara sui numeri, nasconde operazioni finanziarie e carica sulle Regioni i costi degli interventi. Occorrono ingenti risorse, ma vere”.

La Deputata Di Benedetto, che ha interrogato il ministro Fedeli al fine di incrementare i fondi, afferma che sull’edilizia scolastica è in corso “la solita propaganda di regime, figlia del renzismo. I vari Tremonti, Monti, Saccomanni, Padoan, l’Europa delle banche e le succubi maggioranze parlamentari hanno imposto tagli impossibili alla spesa pubblica, con l’obbligo di ridurre al 60% il rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo. Una follia imperdonabile le cui ricadute sono evidenti a tutti: i servizi primari sono ridotti all’osso e la scuola non fa eccezione”.

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