Edilizia scolastica, la sicurezza delle scuole è ancora miraggio

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Per mettere in sicurezza le scuole italiane situate nelle aree più a rischio del Paese ci vorranno oltre cento anni, se si continua ai ritmi attuali: questo il nuovo allarme di Legambiente lanciato solo pochi giorni fa.

Un arco di tempo “inaccettabile e preoccupante” visto che che in Italia sono ben 19.000 gli edifici scolastici italiani – su 43.072 presenti sul territorio nazionale – che si trovano in comuni a rischio sismico 1 e 2, come ad esempio Amatrice e L’Aquila; che il 65% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e che negli ultimi tre anni gli interventi di adeguamento sismico effettuati sugli edifici, siti in queste zone, sono stati solo il 5,3%.

Secondo Legambiente cresce la percentuale di scuole che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica, passando dal 25% del 2015 al 31 del 2016 ma è ancora troppo bassa la media degli edifici scolastici costruiti secondo criteri antisismici, ovvero meno del 13%. E considerando che solo 1 su 2 ha certificati di collaudo e di idoneità statica, la fotografia delle oltre scuole italiane non è molto confortante.

Ci sono poi, secondo l’associazione ambientalista, forti differenze tra Nord e Sud. I capoluoghi di provincia meridionali dichiarano 3 scuole su 4 in aree a rischio sismico e necessità di manutenzione urgente del 58,4%, circa 20 punti in più della media nazionale.

In Italia non mancano però le buone pratiche e negli ultimi anni si è cominciato un percorso virtuoso, anche se ancora molto in salita. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2014 è stata istituita una Struttura di Missione ad hoc per l’edilizia scolastica.

Ecco le cifre fornite dalla Struttura di Missione. Oltre 4,6 miliardi, frutto di varie linee di finanziamento, sono stati già stanziati. Altri 2,5 miliardi sono in programmazione. Dal 2014 ad oggi sono più di 10 mila interventi finanziati, 7.200 cantieri avviati, oltre 5.000 quelli già conclusi. Con la Legge sulla Buona Scuola si è introdotto un Piano Unico per l’edilizia scolastica che recepisce le programmazioni regionali.

Con l’operazione Mutui Bei (Banca europea per gli investimenti) sono stati già stanziati per gli Enti locali 905 milioni di euro e sono in corso 1.215 interventi di adeguamento alle normative per la sicurezza, ristrutturazione, ma anche nuove costruzioni. Il 22 novembre 2016 è stato firmato dal Governo Renzi un nuovo protocollo con BEI per ulteriori 530 milioni, di cui 238 già disponibili. Per la prevenzione la Buona Scuola ha messo in campo 40 milioni di euro per le indagini diagnostiche di soffitti e solai che hanno permesso di finanziare più di 7.300 interventi di cui 3.500 conclusi.

L’operazione #Scuolesicure (adeguamenti normativi, ma anche interventi di rimozione amianto o strutturali) ha permesso lavori per 550 milioni e si è quasi conclusa. Il recupero dei ribassi d’asta ha permesso al Miur di scorrere le graduatorie inserendo quest’anno nuovi interventi.

Tra le Regioni particolarmente attente sulla sicurezza antisismica la Struttura di Missione cita la Calabria, con un territorio in gran parte in zona sismica 1, la più a rischio. La Regione ha già pubblicato un bando per i fondi FESR (POR – Piani operativi regionali 2014-20) per il completo adeguamento sismico delle scuole o la loro demolizione e ricostruzione.

I nuovi provvediementi legislativi sulla ricostruzione prevedono l'”adeguamento sismico” delle strutture scolastiche non un semplice “miglioramento” e, laddove questo non sarà possibile, si provvederà alla demolizione e ricostruzione.

Sempre al Sud, tre Regioni e sei città metropolitane hanno previsto interventi di edilizia scolastica nell’ambito dei Patti per il Sud. Su un totale di oltre 7 miliardi di Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC), circa 400 milioni sono progetti che riguardano l’edilizia scolastica e almeno il 25% sono destinati a interventi per la riduzione del rischio sismico. Un altro esempio positivo è la città metropolitana di Palermo: 32 milioni sulle scuole, il 10% del proprio Patto.

Le deroghe agli equilibri di bilancio per l’edilizia scolastica hanno consentito, negli ultimi tre anni, di liberare risorse precedentemente bloccate. Ecco, nel dettaglio, le tre operazioni di sblocco del Patto di stabilità:

#Scuolenuove 2014-15. Sblocco del Patto di stabilità per 314 milioni. Aperti 1.064 cantieri, di cui 879 conclusi.

#Sbloccascuole 2016. Nel 2016 si sono aggiunti 480 milioni (deroga agli equilibri di bilancio) che hanno generato spesa per oltre 1 mld di euro. L’operazione ha coinvolto oltre 1.500 Enti locali: 1.670 interventi finanziati, 1.208 cantieri avviati, 260 già conclusi.

#Sbloccascuole 2017. Nel triennio 2017-2019, spazi finanziari per 300 milioni di euro l’anno destinati alla costruzione di nuove scuole e alla ristrutturazione di edifici esistenti. Per il 2017 sono stati sbloccati 1.363 interventi per 428 milioni di euro. Coinvolti 771 Enti locali, di cui 730 Comuni, 33 Province e 8 Città metropolitane.

Spesso si rende necessaria una ricollocazione degli istituti scolastici in edifici di nuova costruzione in quanto l’idea che i conventi del ‘500 debbano necessariamente ospitare delle scuole è innanzitutto molto costosa. Tra settembre e dicembre 2016 sono state aperte oltre cento scuole realizzate ex novo o ristrutturate con i finanziamenti del Governo.

Inoltre la “Buona scuola” ha lanciato un concorso di idee per la costruzione di 51 edifici in tutta Italia, innovativi da un punto di vista architettonico, dell’impiantistica, della tecnologia, dell’efficienza energetica, della sicurezza antisismica e strutturale. Le risorse previste sono 350 milioni di euro, e sono investimenti Inail i cui canoni sono a carico del Miur. Sono state raccolte 1.238 proposte. La giuria tecnica, nominata dal Miur il 22 marzo scorso, sceglierà i progetti migliori, poi gli Enti locali affideranno i progetti esecutivi e definitivi.

La Struttura di missione e l’Agenzia per la coesione territoriale operano insieme attraverso sette Task force per l’edilizia scolastica, nelle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia e Sicilia. Le Task force, costituite da tecnici interni ed esterni alla P.A., svolgono attività di supporto nell’attuazione di interventi di edilizia scolastica direttamente sul territorio, intervenendo anche per la risoluzione di criticità con l’obiettivo di favorire l’avvio, la riapertura o la chiusura di cantieri già finanziati. Nel corso del 2017 le squadre opereranno anche in Abruzzo, Liguria, Piemonte, Toscana e Umbria.

La mappatura dei cantieri e dei finanziamenti è online all’indirizzo www.cantieriscuole.it

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