Edilizia scolastica green: l’importanza della sostenibilità nei luoghi di formazione

L’edilizia scolastica è uno dei grandi temi della scuola che, ciclicamente, tornano alla ribalta: come a marzo, quando la ministra Azzolina ha firmato il decreto di ripartizione alle Regioni di 510 milioni di euro destinati all’edilizia scolastica.

Mettere in sicurezza gli istituti scolastici con un piano pluriennale di investimenti. Potenziare e supportare la capacità di progettazione degli enti locali. Adottare ulteriori misure per la semplificazione delle procedure e per la verifica della sicurezza degli edifici scolastici. Programmare e attuare un piano triennale di interventi di messa in sicurezza degli istituti, delle palestre e delle strutture scolastiche sportive. Saranno questi gli obiettivi per il 2019 del MIUR nell’ambito dell’edilizia scolastica. Oltre a una prosecuzione dell’azione di semplificazione burocratica e di trasparenza avviata già nei mesi scorsi.”

Questi gli obiettivi del MIUR per il prossimo piano di costruzioni. Ci si chiede, però, se i progetti da realizzare seguiranno pedissequamente anche i criteri di autosufficienza energetica e sostenibilità – da tempo ormai un “must” per l’edilizia, sia pubblica che privata. Tra i vari criteri in uso, oltre alle linee guida europee e nazionali (“Linee guida per un ambiente scolastico sano in Europa”), ci sono ben noti standard internazionali: tra questi, un esempio è la certificazione LEED per le scuole. Un analogo protocollo, tutto italiano, è invece quello ITACA.

LEED per le scuole

Acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design, il programma di certificazione LEED nasce negli Stati Uniti (nello U.S. Green Building Council), e fornisce una serie di standard per misurare e valutare le costruzioni affinché siano “ecologicamente sostenibili”.

Ciò significa che gli edifici dove accogliere le persone – e in questo caso gli alunni – devono essere progettati e ristrutturati secondo dei principi di:

– risparmio energetico e idrico,

– riduzione delle emissioni di Co2,

– uso di materiali e risorse certificati come non lesivi della salute in alcun modo, ed essi stessi, in primis, provenienti da filiere produttive sostenibili (sia dal punto di vista sociale che economico ed ambientale),

– miglioramento della qualità ecologica degli interni (per il comfort “indoor” e dell’IAQ –Indoor Air Quality). L’IAQ infatti è molto importante per le scuole, se si pensa ai danni che inquinanti e allergeni possono avere sui più piccoli (in modo particolare sui bambini, più vulnerabili a causa di un sistema immunitario non ancora del tutto sviluppato per rispondere ad ogni tipo di attacco esterno).

Protocollo ITACA

Questo Protocollo ha diversi scopi, a seconda del suo uso: può essere uno strumento a supporto della progettazione per i professionisti, o uno di controllo e indirizzo per la pubblica amministrazione, nonchè di supporto alla scelta per il consumatore, e infine di valorizzazione di un investimento per gli operatori finanziari. Il Protocollo ITACA è nato alcuni anni fa “dall’esigenza delle Regioni di dotarsi di strumenti validi per supportare politiche territoriali di promozione della sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni, è stato realizzato da ITACA (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale), nell’ambito del Gruppo di lavoro interregionale per l’Edilizia Sostenibile istituito nel dicembre 2001, con il supporto tecnico di iiSBE Italia (international initiative for a Sustainable Built Environment Italia) e ITC-CNR, ed approvato il 15 gennaio 2004 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.”

Successivamente, il Protocollo è stato adottato da molte Regioni e amministrazioni comunali in diverse iniziative volte a promuovere e ad incentivare l’edilizia sostenibile attraverso leggi regionali, regolamenti edilizi, gare d’appalto, piani urbanistici, ecc.

Tra gli edifici che ne usufruiscono, rientrano numerose strutture scolastiche.

Vantaggi a breve e lungo termine della bioarchitettura

In questi ultimi anni si parla sempre più di bioarchitettura (detta anche green building, architettura sostenibile o architettura bioecologica).

Si tratta dell’integrazione delle attività dell’uomo in edilizia con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura. Tale concetto ha poi pervaso tutto il mondo dell’edilizia, che negli ultimi anni ha subito un cambiamento radicale, basandosi principalmente non solo sulla riduzione dell’impronta ambientale, ma anche dell’efficienza energetica per ridurre gli sprechi – che vanno a incidere sulla spesa pubblica.

A parere di Legambiente, infatti, interventi mirati di efficienza energetica permetterebbero alle scuole di arrivare ad una riduzione della spesa del 73% per l’energia termica e del 37% per la parte elettrica.

Inoltre, dal punto di vista economico, la green architecture permette:

– una riduzione dei costi di costruzione, specie se si scelgono materiali naturali di provenienza locale;

– una riduzione dei costi operativi e dei consumi;

– la creazione di mercato per prodotti e servizi della green economy, nel medio-lungo termine.

L’architettura sostenibile, come dunque si può intuire, non è un approccio con dei vantaggi solo a lungo termine (che comunque già basterebbero di per sè a giustificare la scelta bioecologica), ma comporta anche un risparmio considerevole in tempi vicini– a fronte tuttavia di un investimento iniziale considerevole ma necessario affinché si vada nella direzione di un miglioramento dei luoghi in cui alunni e docenti passano la maggior parte del loro tempo.

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