Edilizia scolastica, Fedeli: è priorità, investiti 7 miliardi dal 2014

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“Per la sicurezza, l’innovazione, il controllo dei nostri edifici scolastici abbiamo investito, per il periodo 2014-2017, oltre 7 miliardi di euro”. “Cifre che non si erano mai sentite prima, soprattutto dopo decenni di tagli e sforbiciate miopi e irragionevoli”. E quanto è stato realizzato “non sono solo parole, ma atti concreti e certificabili”.

Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in occasione, oggi al Cnr, del primo premio nazionale del Fondo “Vito Scafidi”, il fondo di “Benvenuti in Italia” per la sicurezza a scuola, conferito a tre tesi di laurea magistrale sul tema della sicurezza strutturale degli edifici scolastici.

“Occuparsi di edilizia scolastica – ha sottolineato Fedeli – è una priorità ineludibile di questo Governo, così come lo è stata per il Governo che ci ha preceduti”.

“L’Italia – ha osservato la coordinatrice della struttura di missione per il coordinamento e l’impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica presso la Presidenza del Consiglio, Laura Galimberti – ha un patrimonio scolastico vetusto e da sostituire. Serve manutenzione, ma anche un cambio di prospettiva. Esiste una serie di istituti che non vale la pena ristrutturare”.

Nel corso del 2016, ha ricordato Galimberti, solo con i fondi governativi “sono stati costruiti oltre 100 nuovi complessi scolastici”. E “ora – ha aggiunto Umberto D’Ottavio (Pd) – occorre valutare gli interventi normativi” da mettere in campo a livello di sicurezza degli edifici scolastici, “senza rinviare”.

“La sfida che abbiamo ancora davanti – ha puntualizzato Davide Mattiello (Pd) – è anche culturale” e ognuno, di fronte alla sicurezza a scuola, deve assumersi le proprie responsabilità. A ricevere il riconoscimento dedicato a “Vito Scafidi”, lo studente morto per il crollo di un controsoffitto al liceo Darwin di Rivoli, sono stati tre neolaureati in ingegneria all’università di Napoli: Carolina Aiello, Luigi Giannetti, Giovanni Montefusco.

“Dobbiamo essere contenti – ha affermato Fedeli – del fatto che giovani neolaureati abbiano deciso di orientare la propria attività di ricerca sulla sicurezza strutturale degli edifici scolastici”. Vuol dire che “stiamo guardando all’edilizia scolastica non più in termini di emergenza ma di costruzione di un’architettura scolastica all’avanguardia, sicura, sostenibile, innovativa”.

La ministra ha quindi ringraziato e abbracciato Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi, “una madre che con la sua testimonianza lavora giorno dopo giorno per migliorare le criticità di un sistema che non vogliamo faccia più vittime”. Con queste tesi, ha concluso Caggiano rivolgendosi ai vincitori del premio, “fate un regalo a mio figlio: dalla tragedia state costruendo una cultura della sicurezza”.

“In Italia servirebbero almeno 13 miliardi di euro per mettere a norma i nostri edifici scolastici. Per il 2017 non solo il governo ha stanziato una miseria, 20 milioni, ma questa cifra è stata ulteriormente tagliata e ridotta a 6 milioni. Ci domandiamo: per garantire la sicurezza degli studenti e del personale e il rispetto delle norme dovranno passare ancora dei decenni?”.

Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle commenta l’interrogazione a prima firma di Chiara Di Benedetto rivolta al ministero dell’Istruzione. “I dati sull’insicurezza delle scuole italiane – affermano i grillini – fanno rabbrividire, ma il governo gioca con i numeri sull’ l’edilizia scolastica, cercando di camuffarli. In Italia il 60% delle scuole non ha il certificato di agibilità, eppure il governo ignora il problema e trucca gli importi sugli stanziamenti.
Gli oltre 3 miliardi di euro di investimenti he compaiono sul sito della “Buona scuola” sono tutti virtuali. Il governo bara sui numeri, nasconde operazioni finanziarie e carica sulle Regioni i costi degli interventi. Occorrono ingenti risorse, ma vere”.

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