Edilizia scolastica, diamo i soldi per la manutenzione direttamente alle scuole

di redazione
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Inviato da Eugenio Tipaldi – Si è dibattuto molto sulla responsabilità dei dirigenti scolastici in tema di sicurezza: una responsabilità che non tiene conto che il dirigente scolastico non ha risorse da spendere in merito (solo una misera somma per piccole manutenzioni),mentre tocca all’ente proprietario occuparsene: il Comune per scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di I grado e Città Metropolitana per le superiori.

Della proposta di legge che doveva limitare la responsabilità dei presidi per quanto riguarda la sicurezza degli edifici scolastici non si è saputo più niente e qualche sfortunato collega ne ha pagato le conseguenze.

Ora leggo che il nuovo governo ha chiuso Italiasicura, la struttura che si occupava di dissesti idrogeologici e della sicurezza  e riqualificazione delle scuole, rinviando le competenze al Ministero dell’ambiente nel primo caso e al MIUR nel secondo caso. E’ proprio questo che ci preoccupa. L’accentramento non è un buon segnale di efficienza, per esempio il MIUR doveva provvedere all’anagrafe degli edifici scolastici, con la collaborazione di Comuni e Regioni. Ma essa è ancora incompleta e lacunosa.

Io, in controtendenza rispetto a molti miei colleghi, penso che sarebbe meglio finanziare direttamente le scuole e il dirigente scolastico provvederebbe in proprio, bandendo le gare sia per le ditte sia per la direzione dei lavori, come nell’esperienza dei FESR strutturali.

I fondi europei sono stati invece di nuovo ridati agli enti amministrativi e non più alle scuole. Ma ciò è un danno e uno spreco, perché i comuni  e le città metropolitane spesso non hanno personale qualificato che possano seguire le pratiche ;e la necessità dei lavori demandata a loro si presta ad essere occasione di clientelismo ( accontento il preside amico mio e non le urgenze più pericolose) e di corruzione negli appalti, con sprechi e lievitazioni di costi, oltre che di ritardo a causa della sommatoria degli interventi.

Lo so che molti presidi non vogliono prendersi quest’incombenza. Ma se guardiamo al benessere dei nostri allievi e del personale scolastico, che riguarda anche e soprattutto la sicurezza delle strutture, non possiamo scaricarci dalle responsabilità e sentirci la coscienza sollevata demandando tutto agli enti proprietari e ,se succede qualcosa, la colpa è del loro mancato intervento.

Secondo un rapporto di Legambiente  oltre il 41% delle scuole si trova in aree a forte rischio sismico (ben 15.000 edifici scolastici) e ci vorranno ben 113 anni per metterle in sicurezza, iniziando già da adesso.

L’autonomia delle scuole, se vogliamo che non sia finta, è anche questo: ricevere finanziamenti diretti per la manutenzione straordinaria e ordinaria. Una commissione imparziale del Comune dovrebbe giudicare, in base alle priorità documentate, chi deve ricevere il finanziamento e in quale entità, sulla base del finanziamento ricevuto dal governo centrale.

Maggiori responsabilità per i dirigenti scolastici devono trovare come corrispettivo un aumento stipendiale, il che non sempre avviene. La rabbia dei presidi è proprio questa: l’averci caricato negli anni di maggiori responsabilità (per esempio più scuole ed edifici scolastici da gestire) senza avere una gratificazione economica, cosa che capita solo nel mondo della scuola, per una presunta vocazione missionaria della categoria. Ma se avessi avuto la vocazione, mi sarei fatto prete e le mie colleghe suore…

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