Edilizia scolastica. Approvato dalla Conferenza Unificata il decreto che sblocca i mutui

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E’ stato approvato da Comuni e Regioni, nella seduta della Conferenza Unificata del 25 settembre scorso, lo schema di decreto attuativo che permetterà di costruire nuove scuole accendendo mutui con oneri a carico dello Stato. La misura è prevista dal decreto “Istruzione” (n.104/2013) ed è stato varato un anno fa dal governo Letta.

E’ stato approvato da Comuni e Regioni, nella seduta della Conferenza Unificata del 25 settembre scorso, lo schema di decreto attuativo che permetterà di costruire nuove scuole accendendo mutui con oneri a carico dello Stato. La misura è prevista dal decreto “Istruzione” (n.104/2013) ed è stato varato un anno fa dal governo Letta.

Lo sblocco della concessione di mutui a totale onere a carico dello Stato prevede somme  fino a 40 milioni all’anno per trent’anni e i pagamenti dei lavori sono  esclusi dai vincoli del patto di stabilità.

In base a una stima fatta nel settembre 2013 dal centro studi dell’Ance (costruttori edili) la misura attiverà circa 850 milioni di investimenti, che potrebbero essere di più, grazie alla discesa dei tassi d interesse bancario di questi ultimi mesi.

I mutui potranno finanziare nuove scuole oppure interventi di ristrutturazione e/o di riqualificazione energetica.

Le Regioni accenderanno i mutui con Cassa depositi prestiti o, in alternativa, con la Bei o la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa.

Si potrà cominciare dal prossimo anno, dopo l’approvazione di un ulteriore decreto Mef-Istruzione-Infrastrutture da adottare entro il 15 febbraio 2015 per autorizzare la stipula dei mutui a favore delle Regioni e dopo la definizione e l’attuazione dei Piani regionali triennali di edilizia scolastica entro il 30 novembre,secondo quanto previsto dallo stesso decreto: le regioni hanno già chiesto di propogare questa scadenza al 15 dicembre 2014.

Entro il 20 gennaio 2015 il Miur deve assegnare – con decreto – la disponibilità finanziaria a ciascuna regione,sulla base del numero di edifici esistenti, alla popolazione scolastica, alla precarietà degli edifici e degli impianti e, infine all’affollamento delle strutture scolastiche. Bisognerà dare prorità a tutti i cantieri cantierabili, o esecutivi o definitivi.

Entro il 15 febbraio 2015 il Mef (con decreto di concerto con Mit e Miur) autorizzerà la stipula dei mutui e gli enti locali potranno avviare  le procedure di gara, con la pubblicazione del relativo bando.

C’è un limite di tempo da non sforare: se entro il 30 aprile non si arriverà all’aggiudicazione provvisoria scatterà la revoca del finanziamento. I soldi verranno dati agli enti locali delle regioni "in possesso di un’anagrafe di edilizia scolastica aggiornata, previa rinegoziazione del piano di ammortamento dei mutui".

Gli enti territoriali dato parere positivo ma condizionato: le Regioni, oltre ad una proroga temporale, chiedono di includere nei finanziamenti i progetti già appaltati. Chiedono inoltre di "poter individuare la Cassa Depositi e Prestiti quale interlocutore unico per l’attivazione dei mutui e, in tal senso, chiede di prevedere il pagamento diretto agli Enti locali, evitando, sempre nell’ottica dell’accelerazione e semplificazione, il passaggio delle risorse nei bilanci regionali".

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