Edilizia. Oggi in CdM, 2mld per 2mila scuole. Ma non parte dal vuoto assoluto. Inutili consultazioni sindaci, info già disponibili

di
ipsef

di Eleonora Fortunato – Il neopremier ha inserito come prioritari nel suo programma gli interventi per la manutenzione e la messa a norma degli edifici scolastici, oggi se ne discuterà in Consiglio dei Ministri. Promessi 2 miliardi per oltre 2mila istituti in deroga al patto di stabilità. E a pochi giorni dall’inaugurazione del Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes) sotto gli auspici della Carrozza, ha avviato le consultazioni con i Sindaci per individuare gli interventi più urgenti. Perdendo forse tempo prezioso, come qualcuno gli ha già fatto notare: le informazioni che servono sono già disponibili.

Giannini, saranno 4 i miliardi per edilizia da sblocco patto stabilità interno

di Eleonora Fortunato – Il neopremier ha inserito come prioritari nel suo programma gli interventi per la manutenzione e la messa a norma degli edifici scolastici, oggi se ne discuterà in Consiglio dei Ministri. Promessi 2 miliardi per oltre 2mila istituti in deroga al patto di stabilità. E a pochi giorni dall’inaugurazione del Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes) sotto gli auspici della Carrozza, ha avviato le consultazioni con i Sindaci per individuare gli interventi più urgenti. Perdendo forse tempo prezioso, come qualcuno gli ha già fatto notare: le informazioni che servono sono già disponibili.

Giannini, saranno 4 i miliardi per edilizia da sblocco patto stabilità interno

13 miliardi di euro: è questa secondo il ministero delle Infrastrutture la somma, acquisita dalla Protezione Civile a guida Bertolaso, che serve per mettere in sicurezza i circa 43mila edifici scolastici italiani, il 70 per cento dei quali ha più di 30 anni ed è stato costruito prima della attuale normativa sulla sicurezza (il 44 per cento tra il 1961 e il 1980, il 31 per cento entro il 1960 e il 25 per cento dopo il 1980).

Per fare il quadro ancora più desolante, l’82 per cento dei plessi scolastici non ha la "prevenzione incendi" e metà non possiede neppure una scala esterna di sicurezza. Quasi quattro scuole su dieci, poi, non sono in possesso del certificato di conformità dell’impianto elettrico e 33 su cento neppure di un impianto idrico antincendio. Senza contare che oltre metà dei plessi scolastici sorgono in zone ad altissimo o ad alto rischio di terremoto, ma soltanto uno su sette è stato progettato rispettando le norme antisismiche.

Insomma, tra le tante emergenze con cui il nostro Paese deve farei conti, questi numeri ci fanno capire che quella che riguarda l’edilizia scolastica non è certo da sottovalutare. Ma il problema non sono solo i soldi, ma anche il modo in cui coordinare gli interventi in modo tempestivo, a partire dalle situazioni più critiche. Ad Antonio Saitta, presidente Upi (Unione province italiane), per esempio non convince il fatto che Renzi abbia deciso di farsi segnalare dai sindaci italiani i problemi più significativi, come ha detto da Treviso. In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio scrive, infatti, che “i progetti immediatamente operativi per la messa in sicurezza delle scuole di Province e Comuni ci sono già” e allude a quelli presentati dalle amministrazioni per accedere ai 150 milioni di euro messi a disposizione dal Decreto del Fare.

Proprio così, il Governo Letta aveva fatto passi molto importanti nella direzione giusta: le nostre fonti ci dicono che ben 450 milioni del Decreto del Fare erano stati già individuati per interventi urgenti, che ulteriori 10 milioni sarebbero stati messi a bando dal Miur per piccole ristrutturazioni cofinanziate con i Comuni e che, infine, nel Decreto “l’Istruzione riparte” erano previsti mutui trentennali a carico dello Stato da contrarre con istituti nazionali ed europei.

Il 6 febbraio scorso l’ex premier e l’ex ministro Carrozza avevano potuto poi finalmente salutare la nascita del Sistema nazionale delle Anagrafi dell’edilizia scolastica (Snaes), ma anche il protocollo triennale “A scuola si cresce sicuri” tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), che punta a formare e sensibilizzare il personale scolastico sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione degli infortuni negli ambienti scolastici. Attraverso corsi specifici e campagne di formazione, insegnanti, dirigenti e personale ausiliario tecnico e amministrativo potranno apprendere come prevenire gli incidenti in aula e quali manovre immediate mettere in atto a tutela degli alunni quando questi avvengono. Un progetto pilota aprirà la collaborazione attraverso la formazione di circa 1.800 dipendenti in 60 scuole polo che apprenderanno, fra l’altro, manovre salvavita come la disostruzione da corpo estraneo e la rianimazione cardiopolmonare.

Insomma, Renzi non parte dal vuoto assoluto in questa sua crociata sacrosanta a favore della sicurezza nelle scuole. Tra i tanti commenti di questi giorni ci pare forse un po’ stonata la nota dell’Onorevole Centemero, responsabile Scuola di Forza Italia, che così critica l’enfasi del premier: “Ci sono traguardi altrettanto importanti anche se meno visibili di una scuola ristrutturata in due mesi", e allude a reclutamento, apprendistato, autonomia. Importanti anche questi, per carità, ma per una volta forse le priorità si sono costruite nel modo più sensato possibile.

Versione stampabile
anief anief voglioinsegnare