Ed.civica, UIL: politica deve dare indicazioni generali, autonomia alle scuole. Il video

di redazione
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La memoria presentata dalla Uil Scuola in Audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati per l’insegnamento dell’ed. civica

Criticità

dopo aver analizzato nello specifico le proposte di Legge, si rilevano, quelle che a nostro parere sono vere e proprie criticità, da evitare:

1) è prevista l’emanazione di diversi regolamenti che non rappresentano delle indicazioni, bensì una declinazione dei contenuti da trattare nei diversi cicli di studio;
2) si introduce l’insegnamento della materia “Costituzione e cittadinanza europea” aggiuntivo a quello di Cittadinanza e Costituzione. Non è chiaro a chi dovrebbe essere affidato l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola secondaria di secondo grado è affidato ai docenti abilitati all’insegnamento delle scienze giuridiche ed economiche, mentre nella scuola primaria a docenti adeguatamente formati;
3) l’insegnamento dell’educazione civica sarà impartito dalla scuola primaria fino al primo biennio del secondo ciclo: l’insegnamento è affidato alle figure più idonee all’insegnamento dell’educazione civica, che dovrebbero essere individuate dall’ufficio scolastico regionale attingendo da uno specifico albo.

Sottolineiamo che la Scuola Italiana, comunque, ha già messo in atto ampie
esperienze di educazione alla legalità e alla cittadinanza che sono tutt’ora in corso.

Programma e valutazione generali ma autonomia alle scuole

Se si vuole dare dignità alla materia, si deve prevedere un programma, una valutazione, una professionalità docente che deve trovare all’interno della norma prima e della programmazione di istituto poi la sua fase operativa
senza che si scivoli nella gestione amministrativa che, inevitabilmente, diventa burocrazia e come tale una procedura non da seguire.

Per la scuola primaria è già previsto tale insegnamento, nell’ambito dell’area antropologica ed è prevista anche la valutazione e il voto nella scheda dell’alunno/a;

per la scuola secondaria di primo grado sono previste due ore, ma non è chiaro a chi siano affidate. Proponiamo che vengano inserite nel programma di storia/italiano con valutazione del docente da codificare in pagella;

per la scuola secondaria di secondo grado va affidato l’insegnamento ai docenti di diritto ed economia e definito voto e programma.

Siamo totalmente contrari ad introdurre premi o primati che nella scuola, almeno per la parte che riguarda l’educazione, non devono tradursi in una competizione; va invece fatta una valutazione di merito che riguarda il singolo studente che, in una scuola inclusiva con finalità didattico educative mirate allo studio e alla costruzione dei valori di comunità, non sono in relazioni al premio, ma all’assimilazione in ogni coscienza dei valori
che la nuova disciplina intende perseguire.

Altrettanto contrari siamo rispetto a non ben determinate liste di esperti da
realizzare a cura delle Direzioni Regionali Scolastiche che si tradurrebbero, come già evidenziato in premessa, in percorsi burocratici di dubbia utilità.

Sarà la comunità educante delle singola istituzione scolastica che nell’ambito della propria autonomia assegnerà ai docenti, individuati dalla presente legge, la responsabilità dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione e predisporrà ogni altra condizione, non ultima la formazione, per realizzare gli obiettivi che i disegni di legge vogliono raggiungere.

In conclusione, la Federazione UIL Scuola RUA sottolinea che le proposte di legge in favore del sistema scolastico italiano, a cui la Costituzione affida il ruolo di garanzia dei diritti universali, se affiancate da investimenti e condivisione sulle cose da fare, rappresentano un segnale positivo.

Il documento

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