Ed. Civica per 33 ore all’anno: si’ della Camera. Salvini: promessa mantenuta!

di redazione
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La Camera ha approvato  la legge che istituisce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole per un’ora a settimana con 451 voti favorevoli e tre astenuti. 

Il voto della Camera, scrive il Secolod’Italia è stato commentato in un video da Matteo Salvini: “Tanto felice perché oggi il Parlamento approva l’educazione civica obbligatoria nelle scuole. Promessa mantenuta!”. Il prossimo passo, ha aggiunto, “sarà il sì alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo”.

Cosa prevede il testo

L’insegnamento trasversale dell’educazione civica è attivato nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

L’insegnamento va previsto nel curricolo di Istituto per un numero di ore annue non inferiore a 33 (ossia 1 ora a settimana), da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti, senza dunque nessun incremento.

La legge, tuttavia, prevede che, per il raggiungimento delle 33 ore annue, è possibile utilizzare la quota di autonomia utile per modificare il curricolo.

A chi è affidato l’insegnamento

L’insegnamento dell’educazione civica è affidato, anche in contitolarità, a docenti della della classe e, ove disponibili, a docenti abilitati  nell’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche.

Per ciascuna classe, tra i docenti cui è affidato il “nuovo”insegnamento, è individuato un coordinatore.

Il coordinatore, tra i suoi compiti, ha quello di formulare la proposta di voto in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti interessati dall’insegnamento.

Non sono previsti compensi per svolgere il ruolo di coordinatore, eccetto i casi in cui non siano stabiliti dalla contrattazione d’istituto con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

Tematiche

Le tematiche oggetto di insegnamento saranno le seguenti:

  • Costituzione italiana;
  • istituzioni nazionali, dell’Unione europea e degli organismi internazionali;
  • storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  • educazione alla cittadinanza digitale;
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro;
  • educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  • educazione alla legalità;
  • educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

Il Miur dovrà emanare (non è previsto un termine) delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica che individueranno specifici traguardi per lo sviluppo delle competenze e obiettivi specifici di apprendimento, con riferimento alle tematiche sopra riportate.

Nel testo di legge inoltre:

  • è previsto che vengano promosse, nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva, e che tutte le azioni siano finalizzate a rafforzare il rispetto nei confronti di persone, animali e cose;
  • è prevista l’attivazione di iniziative finalizzate allo studio degli statuti regionali (ordinari e speciali) e di attività  per sostenere l’avvicinamento responsabile e consapevole degli studenti al mondo del lavoro;
  • è prevista l’integrazione dell’educazione civica con esperienze extrascolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore, con particolare riguardo a  quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva;
  • è previsto che i comuni possano promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole per quanto riguarda la conoscenza delle amministrazioni locali e dei loro organi, nonché la storia del territorio.

Abilità e conoscenze digitali

Nel testo vengono declinate conoscenze e abilità riguardanti l’educazione digitale, da sviluppare con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti. Ecco quali:

  • analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali;
  • interagire attraverso una varietà di tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto;
  • informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati. Cercare opportunità di crescita personale e di cittadinanza partecipativa attraverso adeguate tecnologie digitali;
  • conoscere le norme comportamentali da osservare nell’ambito dell’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’interazione in ambienti digitali. Adattare le strategie di comunicazione al pubblico specifico ed essere consapevoli della diversità culturale e generazionale negli ambienti digitali;
  • creare e gestire l’identità digitale, essere in grado di proteggere la propria reputazione, gestire e tutelare i dati che si producono attraverso diversi strumenti digitali, ambienti e servizi, rispettare i dati e le identità altrui;
  • utilizzare e condividere informazioni personali identificabili proteggendo se stessi e gli altri;
  • conoscere le politiche sulla privacy applicate dai servizi digitali sull’uso dei dati personali;
  • essere in grado di evitare, usando tecnologie digitali, rischi per la salute e minacce al proprio benessere fisico e psicologico;
  • essere in grado di proteggere se stessi e gli altri da eventuali pericoli in ambienti digitali;
  • essere consapevoli delle tecnologie digitali per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale.

E’ prevista inoltre l’istituzione della “Consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente  digitale“, che opera in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del  cyberbullismo, previsto dall’articolo 3 della L. 71/2017.

La composizione della Consulta sarà stabilità con apposito decreto del Miur, tenendo conto di quanto già stabilito nel testo di legge:

  • è assicurata la rappresentanza degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e degli esperti del settore;
  • un componente è espresso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza;
  • ai componenti non sono dovuti compensi, indennità, gettoni di presenza, né rimborsi spese

Aggiornamento piano formazione

Con la nuova legge sarà aggiornato il Piano Nazionale di Formazione, in modo da porre in essere attività di formazione sulle tematiche afferenti all’insegnamento dell’educazione civica.

Alle attività di formazione è destinata quota parte – pari a € 4 mln annui dal 2020 – delle risorse stanziate dall’art. 1, co. 125, della L. 107/2015 per l’attuazione dello stesso Piano.

Patto educativo di corresponsabilità

Il testo di legge, al fine di valorizzare l’insegnamento dell’educazione civica, si propone anche di rivedere il Patto Educativo di Corresponsabilità e di estenderlo alla scuola primaria, rafforzando la collaborazione tra scuola e famiglia.

Albo delle buone pratiche e concorso nazionale per valorizzazione esperienze

Il Miur dovrà istituire l’Albo delle buone pratiche di educazione civica, al fine di condividere e diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza messe in atto dalle scuole.

L’Albo raccoglie inoltre gli accordi e i protocolli per l’attuazione delle tematiche relative all’educazione civica e all’educazione alla cittadinanza digitale.

E’ previsto infine un concorso nazionale, con cadenza annuale, per la
per la valorizzazione delle migliori esperienze in materia di educazione civica, per ogni ordine e grado di istruzione.

Educazione civica scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia sono avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile.

Relazione su attuazione della legge

Ogni due anni, il Ministro dell’Istruzione dovrà presentare al Parlamento una relazione sull’attuazione della legge, anche al fine di un’eventuale
modifica dei quadri orari volta a introdurre un’ora di insegnamento specificamente dedicata all’educazione civica.

Rimane, dunque, la possibilità che venga introdotta, negli anni successivi all’entrata in vigore della legge, un’ora in più specificatamente dedicata alla disciplina.

Sanzioni per studenti scuola primaria

saranno le istituzioni scolastiche con l’estensione alla primaria del patto di corresponsabilità, quindi anche coinvolgendo le famiglie, a individuare le eventuali mancanze disciplinari e relative sanzioni e non più norme risalenti addirittura all’anteguerra, gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928, che addirittura parlano espressamente di ‘pene’ riferendosi alle sanzioni disciplinare che si possono infliggere a un bambino.

Il testo di legge 

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