Ed. Civica, APIDGE: affidarne l’insegnamento ai docenti di diritto presenti già nelle scuole

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Comunicato APIDGE – L’insegnamento di Educazione Civica come disciplina curricolare autonoma può essere considerata una grande opportunità per la Scuola italiana e un prezioso arricchimento per la vita democratica del nostro Paese.

APIDGE, l’Associazione professionale degli insegnanti di Scienze giuridiche ed economiche, sostiene da anni l’idea di affidare l’insegnamento di questa disciplina ai docenti di Diritto e di Economia politica anche al fine di assicurare a tutte le scuole di ogni ordine e grado, senza ulteriori oneri per le casse dello Stato, un autentico presidio di cultura della legalità su tutto il territorio nazionale.

Un’indicazione utile in questa direzione viene dall’aggiornamento dei dati (febbraio 2018) comunicati ad APIDGE dal Servizio Gestione del patrimonio informativo e Statistica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e che saranno utilizzati in sede di audizione presso la VII^ Commissione permanente della Camera dei Deputati, impegnata nell’approvazione di un testo di legge unificato in tema di Educazione Civica. Questi dati sono integralmente pubblicati sul sito APIDGE (http://apidge.altervista.org/) anche al fine di agevolare le scelte relative alla mobilità territoriale dei docenti stessi.

APIDGE rileva intanto dai dati forniti dal Servizio Statistica del MIUR che nell’anno scolastico 2018/2019 nelle 8.160 scuole pubbliche attive in Italia sono regolarmente iscritti 7.682.635 alunni: tra questi abbiamo analizzato con particolare attenzione i percorsi liceali, dove su 1.294.890 studenti appena 62.256, sono impegnati in percorsi curricolari di Diritto ed Economia politica. Dunque, il 95% degli studenti liceali non è messo ordinariamente nelle condizioni di apprendere neppure le basi del Diritto e dell’Economia politica: un dato confermato dai dati 2016 Invalsi-OECE 2016, nel Rapporto 2016 Trellle e nel Rapporto 2018 Almadiploma dove peraltro 1 diplomato su 2 dichiara di essere insoddisfatto delle proprie scelte in relazione alle discipline studiate. Sono tanti infatti gli studenti dei Licei italiani che si lamentano dell’analfabetismo giuridico ed economico in cui si riconoscono.

Numeri che dovrebbero far riflettere tutto il Sistema Istruzione sul fallimento delle politiche scolastiche e che sinora hanno inteso sopperire a queste carenze nell’apprendimento affrontando tematiche interdisciplinari in tema di “Cittadinanza e Costituzione”, oppure facendo talvolta ricorso a contributi occasionali da parte di enti e di soggetti esterni al mondo della scuola.

Risultati che inevitabilmente dovrebbero portare alla determinazione di assumere nuovi insegnanti specialisti in Diritto e in Economia politica, da destinare a tutte le scuole italiane, in primis ai Licei. E invece APIDGE, dati ufficiali alla mano, denuncia che alla data del 18 febbraio 2019 risultano già presenti nelle scuole italiane, regolarmente retribuiti, 4.124 insegnanti abilitati in Scienze giuridiche ed economiche (classe di concorso A046) impegnati su posti di potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. Come a dire che il 26% degli insegnanti di Diritto e di Economia sono impegnati dalle scuole di destinazione in attività extracurricolari e al più in supplenza di colleghi assenti. Altri poi sono stati indotti a riconvertire la loro esperienza didattica per poter essere utilizzati nelle attività di sostegno degli alunni con disabilità: più esattamente oggi 4.510 docenti dello Stato, abilitati in Scienze giuridiche ed economiche (il 28% del totale), sono oggi titolari di posto di sostegno nelle scuole.

Di qui i rilievi espressi da Ezio Sina, Presidente Nazionale di APIDGE in occasione del Seminario sulla Legalità tenutosi il 28 gennaio 2019 ad Enna: “Ai Responsabili politici che intendono perseguire percorsi di Legalità nelle scuole, ma soprattutto ai tanti studenti che lamentano le loro carenze in ambito giuridico ed economico, occorre far sapere che il Sistema Scolastico Nazionale reputa di scarso peso politico e sociale questa loro esigenza e aspirazione, dal momento che 9.222 insegnanti, più della metà (58%) delle risorse umane regolarmente assunte per insegnare il Diritto e l’Economia Politica, sono impegnate a svolgere altre mansioni nel mondo della scuola”. Un paradosso che APIDGE ha da sempre denunciato ai Vertici ministeriali e che si appresta a fornire quale contributo al dibattito parlamentare che si sta oggi svolgendo in tema di Educazione Civica. Non si può più ripetere l’errore della frammentazione e della polverizzazione dei contenuti nelle tante e diverse Educazioni che le scuole hanno sin qui individuato come ambito disciplinare: serve invece che sia direttamente il Legislatore a definire l’assetto di una autentica disciplina. E APIDGE richiede che venga individuata una precisa identità giuridica che sia in grado di rappresentare un nuovo e significativo percorso di istruzione pubblica per tutti, davvero tutti gli studenti che frequentano le nostre scuole.

“Nella scuola occorrono fatti e non bisticci e dicotomie di parole“, così si è espresso Giorgio Israel sulla necessità di avere docenti colti, in grado di operare consapevolmente e autonomamente, e garantire indicazioni programmatiche in cui siano presenti contenuti prescrittivi: APIDGE sostiene con forza tutte le iniziative normative che riservino all’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” il giusto rilievo civile politico e formativo a vantaggio delle future generazioni, per una coscienza critica rivolta alle grandi sfide poste dalla contemporaneità.

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