Ecco un modello di scuola che piace anche agli altri paesi europei

di redazione
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Inviato da Prof.ssa Marta Bartoli, incaricata presso USR per l’Umbria – Una bella opportunità quella promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria, in collaborazione con la Regione Umbria e la Provincia di Perugia, con la giornata di disseminazione finale del Progetto Erasmus+ SEA4TEE, tenutasi il 25 settembre presso il Centro Congressi Capitini di Perugia.

La Dr.ssa Antonella Iunti, dirigente regionale, ha aperto i lavori del seminario, illustrando le diverse fasi che hanno interessato trentadue docenti umbri, venticinque per l’attività di jobshadowing e sette che hanno partecipato ai corsi di formazione.

I partecipanti alla mobilità internazionale, che ha visto coinvolti la Francia, la Germania, l’Estonia, la Polonia, la Finlandia, la Spagna e il Regno Unito, durante l’anno scolastico 2017/18, hanno condiviso, insieme ai referenti dello staff regionale, gli esiti della loro attività di studio e ricerca.

Entusiasmante il reportage della Delegazione francese rappresentata dalla Dr. ssa Frédérique Alexandre-Bailly, rettrice dell’Académie de Dijon, con la quale l’USR per l’Umbria ha recentemente sottoscritto un Protocollo di Intesa con la finalità di favorire la collaborazione tra le istituzioni scolastiche delle due regioni, Umbria e Borgogna, così simili sotto tanti punti di vista, e incoraggiare lo scambio di esperienze sulle principali tematiche educative.

L’assessore regionale all’Istruzione Antonio Bartolini ha quindi esordito con il motto “Viva l’Europa!”, considerando gli scambi come arricchimento culturale, occasione di sviluppo, di pace, di multiculturalismo.

Sempre durante la sessione antimeridiana gli ospiti hanno presentato importanti esempi di eccellenza nel campo dell’innovazione educativa. In particolare, Stefan Ruppaner, dirigente della Gemeinschaftsschule di Wutöschingen, ha fatto conoscere al pubblico una delle scuole più innovative fra quelle coinvolte nel progetto SEA4TEE, con dovizia di particolari in merito alle attività svolte con gli alunni, al lavoro dei docenti, agli ambienti scolastici.

Le due Delegazioni, francese e tedesca, hanno già visitato in Umbria alcune scuole innovative e sono rimaste piacevolmente colpite.

Massimo Belardinelli, dirigente del I Circolo di Città di Castello, ha raccontato la sua esperienza, ormai pluriennale, di trasformazione degli ambienti di apprendimento nel primo ciclo di istruzione. Ha parlato di aule “aumentate” e della necessità di definire, prima di ogni altro aspetto, l’anima pedagogica, per ripartire dalla centralità dello studente.

La sessione pomeridiana della giornata è stata dedicata ad incontri laboratoriali, con una fase di confronto e riflessione, per individuare le possibili ricadute delle buone pratiche internazionali sulla realtà scolastica italiana, segnalare le problematiche da affrontare, programmare azioni concrete di integrazione.

Più volte nel corso del seminario è stato sottolineato come l’apertura culturale permetta a tutti i soggetti interessati di “uscire dal quadro”, di “aprire” le menti, promuovere accordi, favorire la mobilità. Dai report degli animatori digitali, sono emerse eloquenti parole chiave, come volontà, fiducia, autonomia, benessere, responsabilità, funzionalità, rispetto, rigueur, regole. Dal confronto, insomma, si esce arricchiti. Occorre rimodulare la lezione, rendendola più interattiva, occorre valorizzare il processo, responsabilizzare, coinvolgere; occorre condividere visione e missione.

Il lavoro è impegnativo ma costituisce “una preziosa opportunità di crescita personale ed istituzionale”, come nelle intenzioni originarie del Progetto, espresse da Sofia Corradi.

Gli scambi culturali, il rigore della ricerca, l’innovazione tecnologica e la condivisione permetteranno davvero di “uscire fuori dal quadro”.

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