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Ecco perché la nuova quota 41 nel 2023 non è una misura per tutti

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La trasformazione della quota 102 in quota quota 41 per tutti non aprirà le porte al pensionamento a moltissimi lavoratori.

Il governo sta pensando a delle modifiche da apportare alla attuale quota 102 abbassando l’età anagrafica di accesso ma alzando i contributi necessari. E introducendo quella che sembra essere una quota 41 per tutti, ma con limite di età.
Rispondiamo a un nostro lettore che ci scrive:
Buongiorno, ho 58 anni e 41 anni di contributi. Sono precoce ma non rientro nella quota 41 perché non sono invalido, disoccupato, non ho familiari con legge 104 e non svolgo lavoro gravoso. Ma ho iniziato a lavorare a 17 anni. Rientrerò nella quota 41 per tutti del governo Meloni?

Quota 41 ma non per tutti

La nuova quota 41 che sta valutando il governo non è una misura che coinvolgerà tutti purtroppo. Prevederà, da quello che trapela, un paletto anagrafico di 61 o 62 anni e questo limiterà moltissimo la platea dei possibili fruitori.
Soprattutto i lavoratori precoci saranno penalizzati dalla nuova misura perché per persone come lei sarà più semplice raggiungere i 42 anni e 10 mesi richiesti dalla pensione anticipata ordinaria che compiere i 61 anni richiesti dalla cosiddetta nuova quota 41.
Senza contare, poi, che la misura , da quanto è stato detto, avrà la durata di un solo anno e, quindi valevole solo per il 2023.
Ovviamente per saperne di più dovremo attendere notizie certe e la pubblicazione della legge di bilancio del prossimo anno. Anche per capire come la misura dovrebbe funzionare.

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