Ecco perché i consigli di classe continuano a cambiare, anno dopo anno. Lettera a famiglie e studenti 

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Inviata da Emanuela Cavalera e Simona Signorelli – Care famiglie e cari studenti, La scuola è iniziata per tanti di noi, insegnanti compresi, ma non per tutti. Tanti docenti di esperienza, in tutta Italia, sono tuttora a casa, anziché prestare servizio. Questa lettera aperta desidera spiegarvi per quali ragioni i consigli di classe continuino a cambiare, anno dopo anno.

Bisogna chiarire che il sistema di attribuzione delle nomine dei docenti a tempo determinato (supplenti) è stato, da due anni a questa parte, informatizzato. Non esiste più la possibilità di interfacciarsi personalmente con qualcuno durante la procedura.

Attraverso questa nuova modalità viene negata la possibilità di poter garantire un principio fondamentale quale quello della continuità didattica, ossia di poter vedere riassegnati gli stessi insegnanti.

Si tratta di un diritto legittimo, oltre che sacrosanto, di tutti gli studenti, particolarmente di quelli con bisogni educativi speciali.

Per poter ricevere una nomina, i docenti sono chiamati a caricare su una piattaforma i propri dati (anagrafica, titoli, servizio e 150 preferenze tra scuole e tipologia di contratto) che vengono raccolti in un server che li processerà, incrociando le disponibilità presenti (ossia le cattedre vacanti), in accordo con gli aspiranti, rispetto alle disponibilità singolarmente espresse.

Nella teoria sembrerebbe un sistema rapido quanto infallibile, ma purtroppo non è così.

Ci sono alcuni aspetti in particolare che hanno maggiormente danneggiato tanti colleghi:

– i punteggi sbagliati in partenza e mai corretti in alcune classi di concorso, che già di per sé inficiano una corretta attribuzione degli incarichi.
A ciascun candidato viene conferito un punteggio, risultante dalla somma dei titoli e del servizio svolto. A tanti docenti il sistema non ha conteggiato correttamente una di queste voci, neppure dopo numerosi reclami, email e pec di segnalazione (inviati agli Uffici Scolastici Provinciali) e pertanto sono stati valutati dall’algoritmo con un punteggio errato. Chiaramente, basta un solo punteggio errato per inficiare tutte le attribuzioni successive, a catena.

– nella maggior parte delle regioni la compilazione delle 150 preferenze è stata fatta “al buio” perché entro il termine per l’invio della domanda, non è stato possibile per gli Uffici Scolastici Provinciali rendere note le disponibilità.
Come si fa ad esprimere delle preferenze se non è possibile sapere dove ci siano, realmente, delle cattedre disponibili?

-la concomitanza di tre diverse procedure di reclutamento (concorso ordinario, concorso straordinario bis e GPS). Pertanto, chi è stato convocato prima da GPS e subito dopo per l’immissione in ruolo, ha lasciato libere delle cattedre che sono risultate disponibili solo per docenti con punteggi inferiori

– l’algoritmo processa le preferenze considerando quelle non espresse come vere e proprie rinunce, secondo l’O.M. 112 del 06/05/2022 e continua a scorrere la graduatoria verso il basso, attribuendo le nuove disponibilità che subentrano successivamente alla prima turnata (derivanti da rinunce e deroghe) a docenti con punteggi più bassi, senza rivalutare i docenti più alti in graduatoria, che ritiene già scartati.

Inevitabilmente, tante cattedre complete e impegnative, vengono attribuite a docenti con punteggi inferiori, con minor o nessuna esperienza, ledendo l’interesse degli studenti e degli allievi e i principi di merito e di legalità.

Queste attribuzioni risultano disfunzionali per ognuna delle categorie coinvolte, compresa quella dei docenti alle prime esperienze, che avrebbero diritto a formarsi con incarichi più graduali, sostenibili e alla loro portata.

La speranza di tanti colleghi precari di lungo corso, rimane pertanto poter recuperare qualche incarico dalle scuole attraverso le Graduatorie d’Istituto, cui spetta l’individuazione delle rimanenti supplenze brevi, nel caso in cui dovessero avanzare delle disponibilità.

Il meccanismo, per la natura degli incastri tra le inverosimili tempistiche richieste dal Ministero e quelli derivanti dalle incombenze burocratiche degli Uffici Scolastici, risulta ben lontano dall’essere inattaccabile.

La propaganda politica centrata in apparenza su aspetti empatici e relazionali del Ministro Bianchi stride parecchio con la durezza e la rigidità dell’algoritmo che attualmente regola l’attuale sistema di attribuzione degli incarichi di supplenza, che comporta inevitabili ricadute, importanti e concrete, nella vita delle persone: studenti, famiglie e docenti.

Per nessun’altra categoria professionale, in Italia, è adottata una simile procedura. L’istruzione dovrebbe essere trattata come un ambito di fondamentale importanza in un paese, nonché rivestire un ruolo strategico nella sua organizzazione e pianificazione.
Il Collettivo nazionale Docenti richiede al Ministro Bianchi di trattare con la necessaria urgenza e il dovuto rispetto i problemi che attualmente affliggono la classe docente precaria del Paese, che attualmente permette il regolare funzionamento della scuola italiana e che ricadono, come inevitabile conseguenza, loro malgrado, sui destinatari ultimi dei servizi: ossia sugli studenti e sulle loro famiglie.

In virtu’ di contenere, per i prossimi anni, i danni causati da un malfunzionamento nel sistema di attribuzione degli incarichi di supplenza, si chiede tutti i docenti e, per la prima volta a tutte le famiglie e agli studenti, di unirsi a noi per poter cambiare, insieme, le cose.

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