Ecco come cambieranno gli ITS Academy: 10 aree tecnologiche e nuove figure professionali

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L’innovazione avanza a passo svelto negli Istituti Tecnologici Superiori (ITS). Un nuovo decreto, attesissimo, rivoluziona le aree tecnologiche e le figure professionali, rendendo gli ITS ancora più rispondenti alle mutevoli esigenze industriali e del mercato del lavoro.

Da un sistema basato su sei aree tecnologiche, ora se ne contano ben 10, tra cui spiccano settori come Energia, Mobilità Sostenibile, Nuove Tecnologie della Vita, Meccatronica e Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione. Il Made in Italy, un tempo un’area compatta, ora vede i suoi settori distinti in aree autonome.

Importante sottolineare come ciascun ITS Academy avesse un focus su un’area tecnologica specifica. Ma con la recente riforma, ora è possibile formare studenti in molteplici aree, offrendo una formazione biennale o, in certi casi, triennale.

Come segnala il Sole 24 Ore, il decreto introduce anche nuove figure professionali, passando da 29 a 58, per soddisfare le crescenti esigenze del tessuto produttivo. Emblematica è la figura del “Tecnico superiore System Cybersecurity”, una risposta diretta alle esigenze di digitalizzazione e alle previsioni che indicano una richiesta crescente di competenze digitali entro il 2027.

Tuttavia, non tutto è perfetto. Il decreto avrebbe potuto dare maggiore rilievo all’area “green”, mettendo in luce le competenze richieste per la sostenibilità, e specificare meglio aspetti come la Meccatronica o l’apprendistato.

Destinati agli studenti provenienti dalle scuole secondarie e dai percorsi quadriennali Iefp, gli ITS Academy garantiscono che ogni studente possieda le competenze essenziali in tecnica, tecnologia e lingua inglese per intraprendere i corsi.

Interessante notare l’introduzione di percorsi formativi “ibridi”. Questi includono “Unità Formative”, che consentono di personalizzare le competenze dell’area tecnologica professionalizzante.

Ma prima che questi cambiamenti entrino in vigore, è necessaria l’approvazione delle Regioni e dei ministeri competenti. Se tutto procederà come previsto, le nuove disposizioni potrebbero essere implementate dall’anno formativo 2024-2025, segnando un nuovo capitolo per l’educazione tecnologica in Italia.

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