E se il Miur dovesse risarcire i supplenti perchè non li assume dal 1° settembre?

di Lalla
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Lalla – Una sentenza, riferita all’ambito universitario, sul ritardo di una nomina, viene messa in relazione dall’Avv. Orecchioni, con il campo scolastico, dove sono molto frequenti i ricorsi per mancata attribuzione della supplenza o ritardo nella nomina. E il nostro pensiero corre subito ai quegli insopportabili ritardi nell’assegnazione delle supplenze da graduatorie provinciali.

Lalla – Una sentenza, riferita all’ambito universitario, sul ritardo di una nomina, viene messa in relazione dall’Avv. Orecchioni, con il campo scolastico, dove sono molto frequenti i ricorsi per mancata attribuzione della supplenza o ritardo nella nomina. E il nostro pensiero corre subito ai quegli insopportabili ritardi nell’assegnazione delle supplenze da graduatorie provinciali.

Il ritardo nell’assegnazione delle nomine annuali o fino al termine delle attività didattiche, sembra essere ormai strutturale. Complici i ritardi che si accumulano nelle operazioni precedenti, mobilità e assegnazioni provvisorie in primis e immissioni in ruolo a seguire. Pochissimi gli Uffici Scolastici che negli ultimi sono stati in grado di assicurare ai docenti delle graduatorie ad esaurimento il contratto a partire dal 1° settembre, come sarebbe invece corretto.

Tali ritardi sono sempre stati tollerati dalle organizzazioni sindacali e, complice la confusione nel tentativo di assicurare l’avvio dell’anno scolastico, non si è mai cercata una tutela del danno causato al docente. Si consideri infatti che spesso, oltre a perdere la retribuzione per i giorni di mancata supplenza, i supplenti sono costretti a ricevere il primo stipendio con un mese di ritardo (ad andar bene).

Per questo motivo sarebbe importante che la sentenza n. 4286 emanata dal Tar Lazio il 29 aprile 2013 facesse giurisprudenza anche per la scuola.

Leggi su www.dirittoscolastico.it il commento dell’Avv. Francesco Orecchioni alla sentenza

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