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È possibile tornare a lavorare dopo la pensione con collocamento a riposo d’ufficio?

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Dopo il pensionamento si può lavorare senza perdere nulla sull’assegno. Ma il lavoro presso la pubblica amministrazione non può andare oltre i 67 anni, tranne in rari casi.

Non sempre chi raggiunge i 67 anni di età ha voglia di smettere definitivamente di lavorare. Anche se la maggior parte dei lavoratori anela al pensionamento anticipato, c’è una minoranza che desidera continuare a sentirsi parte attiva del mondo del lavoro e, quindi, anche dopo il pensionamento vorrebbe continuare la propria attività.

Rispondiamo ad una nostra lettrice che ci scrive:

Gentilissimi,ho 67 anni con quasi 28 anni di servizio, sarò messa in quiescenza d’ufficio dal 01.09.22, vorrei sapere se vi è qualche normativa che mi permetterebbe di lavorare, anche part-time, per qualche anno. Vi ringrazio per l’aiuto che vorrete darmi

Lavorare dopo la pensione di vecchiaia è sempre possibile

Per il dipendente pubblico assunto con contratto a tempo indeterminato che raggiunge i 67 anni scatta il pensionamento d’ufficio se ha raggiunto il diritto alla pensione di vecchiaia. Nel suo caso avendo 28 anni di servizio ha maturato certamente il diritto alla pensione di vecchiaia e, quindi, obbligatoriamente deve essere collocata a riposo d’ufficio. Non può in nessun caso trattenersi in servizio oltre il compimento dei 67 anni di età.

Il trattenimento in servizio, infatti, con la riforma della pubblica amministrazione è stato quasi del tutto abolito e rimane in vigore solo per chi al compimento dei 67 anni non raggiunge il diritto alla pensione per mancanza del requisito contributivo (o nel caso dei contributivi con meno di 20 anni di contributi per mancanza del requisito anagrafico). E’ escluso, quindi, che possa continuare a svolgere il suo lavoro per l’amministrazione dalla quale dipende.

Ma nulla vieta che dopo il pensionamento lei non possa riprendere la sua attività lavorativa come autonoma, collaboratrice o nel settore privato. La pensione di vecchiaia, infatti, anche se per essere liquidata richiede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, non esclude la possibilità che il pensionato possa svolgere attività lavorativa senza che i redditi prodotti vadano ad influenzare l’importo dell’assegno percepito.

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