È possibile non far partecipare un alunno indisciplinato ad un viaggio di istruzione?

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Da un lato chi sostiene che l’esclusione da una Gita scolastica possa aggravare il senso di emarginazione per l’alunno dal comportamento scorretto, dall’altro chi invece crede che un “No”, in determinate circostanze, possa risultare più formativo rispetto ai troppi semplici “Si”. Non c’è una Legge specifica che dichiari inammissibile l’esclusione per comportamento inadeguato di uno studente dal Viaggio d’Istruzione; c’è però la regolamentazione interna delle istituzioni scolastiche, dotate di autonomia organizzativo-didattica, condivisa quindi sottoscritta, fin dall’atto dell’iscrizione, da studenti e famiglie.

Uscite didattiche – Visite guidate – Viaggi d’istruzione

Le uscite didattiche, le visite guidate e i viaggi di istruzione sono considerate in ambito didattico parte integrante e qualificante dell’offerta formativa e momento privilegiato di conoscenza, comunicazione e socializzazione; esse collegano l’esperienza scolastica all’ambiente esterno nei suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani, culturali e produttivi in forma di:

  • lezioni all’aperto o presso musei, gallerie, monumenti e siti di interesse storico-artistico;
  • partecipazioni ad attività teatrali e/o musicali;
  • partecipazione ad attività o gare sportive;
  • partecipazione ad attività collegate con l’educazione ambientale, alla salute alla convivenza civile;
  • partecipazione a concorsi provinciali, regionali, nazionali;
  • partecipazione a manifestazioni culturali o didattiche;
  • gemellaggi con scuole italiane ed estere.

Si intendono per :

  • Uscite didattiche sul territorio: le uscite che si effettuano nell’arco di una sola giornata, per un orario non superiore all’orario scolastico giornaliero, nell’ambito del territorio comunale e dei comuni territorialmente contigui;
  • Visite guidate: le uscite che si effettuano nell’arco di una giornata, per una durata uguale o superiore all’orario scolastico giornaliero, al di fuori del territorio comunale e dei comuni territorialmente contigui;
  • Viaggi di istruzione: le uscite che si effettuano in più di una giornata e comprensive di almeno un pernottamento.

Tutte le iniziative devono essere inquadrate nella programmazione didattica della scuola e devono essere coerenti con gli obiettivi didattico-formativi [PTOF] propri dell’Istituto.

Iter procedurale di approvazione delle uscite didattiche

  1. Ogni anno il Collegio Docenti può nominare un’apposita Commissione che coadiuva i docenti e la segreteria nell’organizzazione di viaggi di istruzione, delle visite guidate e delle uscite didattiche.
  2. I singoli Consigli di Classe, Intersezione, di Interclasse individuano le mete dei viaggi di istruzione, delle visite guidate e delle uscite didattiche, avendo cura di verificarne la coerenza con le finalità, gli obiettivi e i contenuti elaborati nelle programmazioni di classe.
  3. Tutte le uscite, riportate in un piano generale annuale, vengono poi sottoposte all’approvazione del Collegio dei Docenti [competente per la programmazione educativa] e del Consiglio di Istituto [competente nell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola]
  4. Sono consentite uscite didattiche al di fuori del piano approvato solo per motivate esigenze. Tali uscite, se giudicate rispondenti ai criteri fissati dal regolamento interno di istituto sui Viaggi di istruzione e
    coerenti con il PTOF nonché con gli obiettivi ed i contenuti delle programmazioni di classe, vengono autorizzate dal Dirigente Scolastico.

Come è possibile constatare la procedura relativa alla programmazione, progettazione ed attuazione delle visite guidate o dei viaggi di istruzione costituisce, per la complessità delle fasi e delle competenze, un vero e proprio procedimento amministrativo.

È possibile non far partecipare un alunno indisciplinato da un viaggio di istruzione?

A nostro parere, si, ma con una serie di adempimenti da effettuare da parte della Scuola. La cosa più importante è che la mancata partecipazione non sia recepita dallo studente e dalla famiglia come una scelta di natura punitiva, ma come educativa. Anche se i viaggi di istruzione sono parte integrante dell’offerta formativo-didattica presuppongono una elevata responsabilità a livello di sicurezza per chi ha il ruolo di accompagnatore [Docente] e per chi predispone tutte le azioni a livello organizzativo ed autorizzatorio [Dirigente]. La decisione di non portare in Gita un alunno particolarmente indisciplinato – parliamo di casi estremi, non di semplici ragazzi vivaci – deve però essere avvalorata da una serie di condizioni:

  • Nel Regolamento interno di istituto, di disciplina, dei Viaggi d’Istruzione vanno riportati gli eventuali criteri di esclusione dall’uscita didattica. Possibile trovare quanto segue: “Spetta al Consiglio di classe valutare l’opportunità della partecipazione ai viaggi di istruzione da parte degli studenti che abbiano subito provvedimenti disciplinari” oppure: “Potranno essere esclusi dalla partecipazione a viaggi d’istruzione e visite didattiche gli studenti che abbiano riportato gravi sanzioni disciplinari e/o sospensioni, secondo attenta e puntuale valutazione del C.d.C. A tal fine, l’organo collegiale deputato, terrà conto del numero di note disciplinari imputabili agli alunni e delle loro valutazioni intermedie e quadrimestrali.”
  • Il patto di corresponsabilità educativa, come risaputo, è sottoscritto dal Dirigente scolastico e gli studenti e famiglie all’atto d’iscrizione. Periodicamente è opportuno che il Capo di Istituto, tramite circolari-comunicazioni, ricordi l’importanza di tale documento e del rispetto di quanto contenuto sia agli alunni sia ai genitori.
  • Il provvedimento di esclusione dal viaggio di istruzione va adeguatamente motivato per iscritto dal Consiglio di Classe. Quest’ultimo deve dimostrare di avere messo in atto azioni disciplinari correttive e non solo repressive.
  • I genitori vanno convocati in istituto per spiegare loro la situazione. Naturalmente anche una rendicontazione tempestiva sulla situazione didattico-comportamentale dev’essere stata effettuata fin dai primi sintomi di una condotta dello studente poco rispettosa.
  • Il Diritto all’Istruzione va comunque garantito; quindi nei giorni in cui l’alunno o gruppetto di alunni non effettuino l’uscita didattica, la lezione in classe deve essere assicurata: o con i docenti non accompagnatori o anche grazie alla flessibilità ed autonomia che ogni istituto possiede, con altri insegnanti in diverse classi, laboratori, o iniziative corrispondenti alle classi aperte. Ancor meglio se tale programmazione, svolta dal Consiglio di Classe sentiti i Dipartimenti – preveda contenuti multimediali didattici, educativi e formativi coerenti con quanto previsto nel Viaggio di Istruzione, visita guidata.

Pertanto la mancata partecipazione non può mai essere atto estemporaneo ma corrispondente al progetto formativo messo in atto dalla scuola. E, a nostro parere, come ultima decisione in relazione all’entità degli episodi di cui l’alunno si è reso protagonista. Il valore educativo del viaggio di istruzione o uscita didattica ha infatti una sua preminenza che va considerata nella valutazione da parte del Consiglio di classe.

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