E’ ancora scuola questa? Lettera

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Inviato da Lucia Bacci – Gentile Ministro, dell’Istruzione, sono un’insegnante di scuola primaria in pensione anticipata per motivi di salute.

La distraggo per poco dal suo gravoso lavoro ,per rivolgerLe una domanda che si ripete nella mia mente in questi giorni confusi e difficili…Siamo sicuri che quella che frequentano i nostri alunni si possa definire ANCORA SCUOLA? Quella in cui io e tante maestre come me negli anni ’70-”80 abbiamo creduto e lottato,: quella della sperimentazione, della ricerca, del lavoro di gruppo, della cura dell’affettivita’ della relazione, di un apprendimento che teneva conto di quello che comunque si era costruito da solo, dove si insegnava a farsi domande, a sporcarsi le mani, a farsi maestro ad un suo pari,ad a prendere coscienza e consapevolezza del proprio corpo,,punto di partenza per qualsiasi apprendimento, a qualsiasi eta’..

Come si puo’ chiamare SCUOLA un luogo dove viene vietato,certo in nome della salute, di esplorare ambienti, saperi ,cuori.Certo i bambini si impegnano tanto,le docenti lavorano tanto, ma quella che fanno e frequentano,DEVE CAMBIARE NOME PERCHE’ NON E’ SCUOLA almeno come i grandi pedagogisti da Piaget alla Montessori, a Feuerstein ci hanno insegnato. Pensavo durante la quarantena forzata di marzo che Lei avrebbe riunito un tavolo di Saggi, esperti e studiosi dell’insegnamento- apprendimento insieme a quelli che studiano le neuroscienze perche’ e’ ormai nota l’influenza che fa il tipo ,la modalita’ di insegnamento l’ambiente una carezza un rimprovero umiliante, sulle strutture e aree che poi facilitano o impediscono un adeguato sivluppo cognitivo.

La classe per esempio, penso non possa piu’ continuare ad essere come e’ adesso, gia’ paesi del Nord Europa lo stanno sperimentano..Studiamole!.Il DOPO VIRUS NOn sara’ come il PRIMA dovranno essere inventate, nuove strutture, nuove architteture, nuove modalita’ di lezione. NONe ‘un PC che fa la scuola NUOVA. ma la conoscenza di metodi, dii strumenti ALTRI adatti a cio che si ta studiando e quindi una riflssione per un Nuovo MODO DI VALUTARE..E’ importante DARE SEDIE DIVERSE al banco, MA,SOLO se sono il frutto di una riflessione collettiva, di uno studio sull’intero sistema suola.Anche la disposizione dei banchi non e’ casuale ma e’ il risultato di un scelta di modalita” d’insegnamento frontale,o a gruppi di liivello, o d’intersse, o misti di classi diverse…Ho anche sperato che almeno VOI colleghe, avreste usato i momenti collegiali nel periodo della quarantena, non solo per misurare aule e distanziare banchi,ma per discutere tra voi con i vostri Dirigenti , con scuole del vostro territorio di questi temi, di fare proposte che così sarebbero partite da chi conosce il problema percio’ lo vive tutti i giorni sulla propria pelle.

.Ministro,,colleghe, che tipo di cittadini uomini e donne stiamo educando?quali strumenti culturali , di umanita’,di empatia avranno ricevuto da questa scuola per affrontare un futuro sempre piu’ incerto, instabile,precario, imprevedibile,violento?
Purtroppo tutto questo non e’ stato.Ma non e’ mai troppo tardi! Come scrisse nel suo diario Anna Frank” Credo ancora nell’infinita bonta’ dell’uomo”.

BUON LAVORO A LEI E A TUTTE LE DOCENTI

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