Due percorsi educativi di Amnesty International su razzismo e cambiamento climatico [INTERVISTA]

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Torna anche per l’anno scolastico appena iniziato l’impegno di Amnesty International Italia a favore degli studenti e dei docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado: presto coloro che ne faranno richiesta potranno inserirsi nei due percorsi educativi intitolati “Ma che RAZZA di storia è questa? Entra in azione contro il razzismo” e “Il cambiamento climatico. Una questione di diritti” (disponibile già dallo scorso anno) messi a punto da Amnesty Kids Scuola. Per conoscere più nel dettaglio le attività proposte abbiamo raggiunto Chiara Pacifici, responsabile Educazione e Formazione di Amnesty International Italia.

Il nuovo kit didattico riguarda il tema della discriminazione razziale e contiene come di consueto molti materiali con quaderni, albi, guide per i docenti, tutto pensato per aiutare gli studenti a ‘entrare in azione contro il razzismo’. Quali altre azioni di accompagnamento prevede la campagna su questo tema specifico?

Come ogni anno, le classi Amnesty kids riceveranno due “Azioni urgenti kids”, veri e propri appelli di Amnesty International scritti e pensati per i più piccoli. Le azioni sono accompagnate da approfondimenti sul tema trattato, con testi scritti in un linguaggio semplice e accessibile, per permettere ad alunne e alunni di riflettere e discutere, sotto la guida dell’insegnante, su temi a volte anche complessi e svolgere ulteriori ricerche e approfondimenti. Le azioni urgenti kids consentono inoltre agli alunni di conoscere le storie delle difensore e dei difensori dei diritti umani che lottano per i nostri diritti in ogni parte del mondo e di entrare in contatto con loro. In questi anni gli Amnesty kids hanno chiesto la liberazione di prigionieri di coscienza, fatto pressione ai governi per introdurre leggi rispettose dei diritti umani, incontrato membri delle istituzioni per parlare di temi attuali come l’hate speech o la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità.

https://www.amnesty.it/category/newsamnestykids/

Partecipare alle azioni urgenti kids è un esercizio di Cittadinanza attiva e rende le studentesse e gli studenti consapevoli dell’importanza di impegnarsi in prima persona per poter cambiare le cose.

Rispetto al tema scelto lo scorso anno, focalizzato sulla relazione tra cambiamento climatico e diritti umani, il razzismo potrebbe sembrare un argomento più difficile da trattare a scuola. Quali discipline vi si potrebbero ‘agganciare’ meglio in funzione, per esempio, di un percorso interdisciplinari?

Per scegliere l’argomento di Amnesty kids ci ispiriamo agli articoli della Dichiarazione Universale dei diritti umani, che noi chiamiamo affettuosamente DUDU. Quest’anno abbiamo deciso di approfondire il tema della discriminazione razziale, presente nell’articolo 2 della DUDU e nella nostra Costituzione, perché riteniamo che sia importante educare le nuove generazioni a conoscere e contrastare questo fenomeno odioso, che purtroppo si affaccia ciclicamente nella nostra storia.

L’Educazione ai diritti umani è interdisciplinare per definizione. Tutti i nostri materiali sono pensati per essere utilizzati da insegnanti di diverse materie e al loro interno ci sono spunti di approfondimento che si prestano ad essere sviluppati sotto molteplici punti di vista. Oltre ad inserirsi nelle linee guida del MIUR per l’Educazione civica, il kit Amnesty kids propone il tema della discriminazione razziale nello
sport, nella Storia, nelle scienze, nella letteratura e nell’arte.

Le scuole che lo desiderano potranno comunque ricevere il kit dello scorso anno; soddisfatti di come hanno lavorato le classi? Esperienze che meritano una menzione particolare?

Lo scorso anno è stato un anno molto difficile per la scuola italiana, ma sono moltissime le classi che si sono iscritte ad Amnesty kids, mostrando grande interesse e partecipazione. Sono più di 2000 i messaggi di solidarietà arrivati all’attivista ambientalista Jani Silva da parte delle classi Amnesty kids
https://www.amnesty.it/kids_per_jani_silva/ e sono molte le ragazze e i ragazzi che, ispirati dalle storie dei giovani ambientalisti, hanno deciso di cambiare il proprio stile di vita e ridurre l’impronta ambientale sul pianeta.

La I e IID dell’Istituto Taliercio di Marina di Carrara hanno realizzato dei bellissimi cortometraggi sul riciclo ispirati ai fratelli Lumiére, ma è solo un esempio dell’importante lavoro svolto a scuola dalle nostre classi. La pagina del sito di Amnesty International dedicato al progetto, nella rubrica “Amnesty kids al lavoro” raccoglie tutte le esperienze delle scuole coinvolte.

La proposta educativa di Amnesty fornisce agli insegnanti un “approccio globale ai diritti umani”, che cosa significa questa espressione nel concreto?

Eleonor Roosevelt diceva: “Dove iniziano i diritti umani universali? Nei piccoli luoghi vicino casa, così piccoli da non essere visibili in nessuna mappa del mondo. Eppure sono il mondo in cui tutti viviamo: la nostra casa, il quartiere, la scuola, il posto di lavoro. Se i diritti umani non avranno senso in questi luoghi, non avranno senso nemmeno altrove”.

Avere un approccio globale ai diritti umani, significa accompagnare la conoscenza e la consapevolezza dei propri diritti alla partecipazione e all’azione. Significa partire dai piccoli luoghi indicati da Roosevelt per arrivare a difendere i diritti umani in ogni parte del mondo.

Una cosa che forse molti non sanno è che Amnesty è molto attiva nel promuovere incontri a scuola sui diritti umani, ma questo avviene facilmente su tutto il territorio nazionale?

Sì, grazie alle nostre attiviste e ai nostri attivisti presenti su quasi tutto il territorio nazionale, siamo in grado di organizzare incontri anche nelle scuole che si trovano in zone particolarmente difficili da raggiungere. Dove non arriviamo, supportiamo il lavoro dei docenti con i nostri materiali, che sono completamente gratuiti e scaricabili sul nostro sito: https://www.amnesty.it/entra-in-azione/archivio- pubblicazioni/ e con gli incontri online

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