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Due nuove scuole private a Torino: sfidano le statali con la tecnologia e la didattica innovativa

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A settembre a Torino apriranno due scuole private, ossia la “Scuola Possibile” e la “World international school”.

La prima è un istituto “parentale”, cioè viene organizzata dai genitori: la parola d’ordine è “creatività” e l’approccio è molto innovativo.

Il secondo è un collegio privato, un po’ più tradizionale ma molto tecnologico, creato dalla famiglia lombarda Formiga, che in diverse aree d’Italia aveva creato le International Schools of Europe, poi cedute a un fondo d’investimento. La “Wins” si rivolge soprattutto a famiglie con un approccio internazionale. Finora gli iscritti sono per metà italiani e per metà provenienti da nuclei familiari o stranieri oppure misti. Si parla soprattutto di figli di imprenditori o di manager, in qualche caso anche di dirigenti che si trasferiranno a Torino a breve. Sono scuole “per ricchi” ed intendono “sfidare” l’istruzione pubblica inserendo nuovi concetti.

Per il 15 maggio la World International School sarà ultimata, la scuola nascerà nello Juventus Village, ossia nell’area della Continassa, attorno allo Stadium. Si estenderà su 8.500 metri quadri tra aule, palestra, piscina, teatro, area verde, laboratori, biblioteche e 90 stanze per i ragazzi che intendono fermarsi a dormire nel collegio. Sarà molto innovativa, grazie alle tecnologie messe a disposizione dalla Apple: tutti gli allievi avranno un iPad a partire dal primo anno. Con il loro tablet gli studenti potranno recuperare le lezioni perse (che verranno messe su un server remoto), fare i compiti a casa, fare esercizi. Le classi saranno piccole, al massimo con 20 alunni, si mescoleranno per far lavorare insieme grandi e piccini. Le lezioni saranno in inglese (ma si studierà anche l’italiano) e ci saranno anche corsi di programmazione e attività creative. Si comincerà alle 9 e si finirà alle 16. La “Wins” inizia a cinque anni (ma prima c’è anche l’asilo) e per ora finisce a 14, ma in futuro saranno attivati altri quattro anni di superiori. Non è una scuola per tutte le tasche: si va da 10.090 a 13.640 euro l’anno (più 1.450 euro circa per i pasti).

La “Scuola possibile” nascerà nel BasicVillage e non avrà libri, nè compiti in classe; si studieranno materie come “Matematica in natura, segreti dell’universo”, “Sogni, macchine e città volanti”, “Meditazione per l’innovazione”, “Pensiero divergente e scrittura creativa”,ecc.

Le aule non avranno banchi tradizionali, saranno composte dagli studenti stessi e avranno molti dispositivi tecnologici.

I docenti (selezionati tra oltre 200 candidati) insegneranno più di una materia, perché ci saranno molte lezioni interconnesse. Italiano, storia e geografia confluiscono in un unico modulo chiamato “Viaggio nello spazio e nel tempo”, mentre ci sono temi nuovi, come Happyness by design”, “Dreams, machines & floating cities” di educazione civica, “Global citizenship”. I linguaggi utilizzati nelle lezioni sono tre: italiano, inglese e coding.

A settembre una classe prima partirà di sicuro e probabilmente verrà attivata pure una seconda sezione. Tra uno o due anni arriveranno anche le medie. La retta è di 8 mila euro l’anno.

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