2 adolescenti su 3 favorevoli all’obbligo vaccinale. Pochi ne hanno parlato in classe con i docenti. Sondaggio di Save the Children

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Proprio loro, i ragazzi che nei mesi più duri della pandemia sono stati spesso additati come responsabili del contagio, oggi sono quelli che affermano con forza la loro fiducia nella scienza, pensano che ci salverà dalla pandemia (73%), credono nell’importanza dei vaccini e sono pronti ad affrontare contrasti in famiglia, pur di poter essere immunizzati.

Questa la fotografia degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni, intervistati per l’indagine sulla ‘Cittadinanza scientifica’ realizzata da Ipsos per Save the Children, contenuta nella XII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia, in uscita l’11 novembre 2021 in libreria con Ponte alle Grazie editore.

In 4 famiglie su 10 contrasti sull’utilità dei vaccini

La famiglia, molto più della scuola o degli amici, è il luogo in cui si è discusso di vaccini e di ricerca scientifica nell’ultimo anno. I contrasti sull’utilità dei vaccini sono scoppiati in 4 famiglie su 10, «almeno qualche volta». Tra chi lo dichiara, ben 6 giovani su 10 sostengono che la principale ragione di contrasto è stata il loro essere a favore dei vaccini.

“Gli adolescenti hanno pagato il prezzo più alto della pandemia”

“Gli adolescenti hanno pagato il prezzo più alto della pandemia: non è stata sottratta loro solo la libertà di muoversi negli spazi, ma quella di pensare al futuro con delle certezze. Si sono trovati tagliati fuori dalla scuola, dalla socialità e da tutti quei punti di riferimento in cui erano cresciuti. Ma hanno mostrato ancora una volta di avere forza e di essere capaci di resilienza”spiega Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children.

“La loro fiducia nella scienza è un segnale di grande importanza, che dimostra la loro voglia di guardare al futuro costruendolo su solide certezze. E a quella fiducia, bisogna dare risposte altrettanto concrete perché a questo punto non c’è più tempo: le scelte che farà il Paese oggi delineeranno irrimediabilmente il suo futuro. Un futuro che per i nostri ragazzi è già qui”.

Solo il 17% ne ha parlato a scuola

La discussione sui vaccini ha anche visto l’eclisse della scuola, che si è ritirata in silenzio di fronte a un tema avvertito come fortemente divisivo. Poteva fare meglio e di più? Sicuramente sì. Magari parlando con gli studenti proprio di cittadinanza scientifica, di diritti e doveri, di collettivo e privato, di scienza e coscienza, di ruolo e storia della scienza. Solo il 17% del campione afferma di aver parlato di vaccini e ricerca scientifica principalmente a scuola con gli insegnanti. I giovani si dividono quando viene chiesto loro chi dovrebbe prendere le decisioni sulle regole per combattere la pandemia, ma hanno le idee chiare rispetto alla necessità di considerare la scienza quando si devono prendere decisioni per il Paese.

3 intervistati su 10 sostengono che a prendere le decisioni debbano essere esclusivamente gli scienziati, sempre 3 su 10 che debbano essere i politici, dopo aver ascoltato gli scienziati e ulteriori 3 su 10 affermano che sarebbe meglio fossero i politici dopo aver ascoltato gli scienziati e i cittadini.

La scienza ha, dunque, un ruolo centrale sia di indirizzo che di decisione.

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