DSGAff e i partecipanti al concorso, la solita guerra tra poveri. Lettera

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Inviato da Viola Di Davide – Perché tutto questo astio? La solita guerra dei poveri?

Dispiace e meraviglia che a seguito di una nostra lettera siano sorte decine di esternazioni, che vi invito ad andare a leggere, dai toni ingiustificatamente accesi; eppure in tale lettera si esordiva con un giusto e meritato elogio a chi, incurante della propria salute, in prima linea lotta giornalmente contro questa emergenza, per poi mettere a conoscenza del gentile lettore la realtà di altre figure che lavorano, magari con minor visibilità, come nel comparto scuola che, è opportuno ricordare, fra addetti ai lavori e studenti, è fra quelli numericamente più corposi, attraverso una pubblicazione che si chiama Orizzonte Scuola, guarda caso… Ebbene non c’è stata alcuna volontà e tantomeno dichiarazione di mettersi in comparazione e men che meno in equiparazione con i primi citati. Bastava leggere.

Nella stessa lettera non dico un rigo, ma non era presente nemmeno qualche parola dal tono di accusa rivolta a chicchessia. Bastava leggere.
Nemmeno si chiedevano chissà quali tributi, onorificenze o qualche presunto dovuto tipo di privilegio se non un richiamo alle coscienze di chi, terminato questo incubo, fosse tenuto a fare le proprie considerazioni. E invece, come direbbero i nostri saggi antenati latini, repetita iuvant: bastava leggere.

Tuttavia, come sopra innanzi dicevo, sorge un florilegio di sprezzanti commenti, posti anche nel sito Facebook di Orizzonte Scuola (vi invito nuovamente e fortemente ad andare a leggerli, per averne un’idea più chiara) e in un proprio forum da parte di un sedicente gruppo di laureati paladini autodefinitisi “Comitato difendiamo il concorso Dsga” ma, da che mondo è mondo, c’è una difesa quando c’è un attacco e qui, di grazia, dov’è l’attacco?

Noi mai abbiamo contestato la legittimità dei 2004 posti (ma SOLO quelli) destinati ai vincitori del concorso, ma avevamo fatto ricorso contro alcuni criteri, ma mai contro costoro; abbiamo richiesto a gran voce, visto che le disponibilità sono ben superiori ai 2004 posti del concorso, procedure previste dai vigenti CCNL, o attraverso lex specialis laddove fosse necessario, per darci la possibilità di ottenere il profilo dove abbiamo per tanti anni, talvolta decenni, lavorato indiscutibilmente in modo egregio.
Tantomeno mai li abbiamo apostrofati come loro sono usi fare con toni aggressivi e offensivi con argomentazioni inconsistenti quanto insussistenti spesso cadenti nel risibile se non direttamente nel ridicolo, ma sempre, si ripete, in modo aggressivo e offensivo, andate a leggere per vedere cosa sono capaci di scrivere.

Ma allora, ci si chiede, perché questo astio continuo? I già citati saggi latini risponderebbero excusatio non petita, accusatio manifesta; già, perché invero la spiegazione è in realtà molto semplice: detto astio è spinto, come perfettamente descritta dal Galimberti, da una “emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione…” insita nell’uomo da sempre; LA PAURA; quella che loro hanno ma mascherano goffamente con aggressione e insulti, perché sanno perfettamente che laddove venissimo messi contemporaneamente in ruolo, loro e noi, noi faremmo procedere la scuola immediatamente sapendo perfettamente COSA c’è da fare, mentre LORO NO; non saprebbero nemmeno da dove partire, vista la complessità e la peculiarità del comparto scuola, con conoscenze che possono solamente e inequivocabilmente essere acquisite sul campo e col tempo, di certo non sui banchi dell’università: il confronto, oltre ad essere manifestamente impari, risulterebbe per loro oltremodo imbarazzante con conseguenza che scuole procederebbero a velocità ed efficienza ben differenti e questo non lo possono tollerare, è il loro vero incubo, la paura del confronto e per questo adottano questo inqualificabile atteggiamento.
È poi abbastanza evidente come dimostrino pochissima lungimiranza e scarso acume tattico, poiché questo ostentato atteggiamento borioso, arrogante, commisto a disprezzo profuso a piene mani verso coloro che un domani saranno i loro collaboratori, non solo è distante da qualunque buon senso e non è certo il migliore dei buongiorno, ma è davvero un pessimo biglietto da visita che presentano alle segreterie che dovranno guidare.

Quindi costoro ci lascino in pace e si rilassino, è meglio che dedichino piuttosto le loro energie a sostenere il concorso in cui sono impegnati e che stanno svolgendo, quando e se avrà seguito.
In conclusione ci si conceda un gioco di parole: capire questo loro pessimo e sbagliato comportamento era abbastanza elementare, di certo non serviva una laurea…

Una buona giornata a tutti, davvero a tutti, che in un momento così drammatico è il miglior augurio.

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