DSGA sostituiti in corso d’anno scolastico, danno enorme per la scuola. Lettera

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inviata da Lucio Bontempelli – Sono il Dirigente Scolastico di un Istituto Comprensivo in provincia di Pisa e sono sempre più a disagio per la politica scolastica del governo, che sembra essere in balia di decisioni del tutto irrazionali. L’ultima assurdità che si sta abbattendo su molte scuole è la sostituzione in corso d’anno del direttore dei servizi amministrativi, figura fondamentale che affianca il dirigente.

In questi anni, per sopperire alla mancanza di direttori amministrativi, si sono impiegati assistenti amministrativi che hanno acquisito nel tempo una grande professionalità. Quando si è bandito il concorso per nuovi direttori si è permesso a pochissimi di loro di parteciparvi, disperdendo così un patrimonio enorme di competenze acquisite sul campo.

Ma non basta: il concorso è andato per le lunghe e a settembre si è dovuto ricorrere di nuovo agli assistenti amministrativi che in questi anni hanno portato avanti le scuole; le scuole hanno quindi firmato con loro un contratto e si sono impegnate per un anno scolastico. Ma ecco invece che un emendamento, passato nel silenzio generale e senza che il governo intervenisse in alcun modo prevede che siano sostituiti ora, a metà anno scolastico!

Tralascio l’ingiustizia subita da chi è stato utilizzato per anni quando faceva comodo, che a settembre ha firmato un contratto e che se lo vede annullare dall’oggi al domani in virtù di una norma che cambia le regole del gioco nel corso della partita.

Faccio solo notare il danno enorme che così si fa alla scuola. Infatti: 1) si crea una discontinuità a metà anno di una figura così importante come quella del direttore amministrativo; 2) si immettono ad anno iniziato i vincitori di concorso, che sono per lo più senza alcuna esperienza, e che dovranno inserirsi senza aver potuto avviare il lavoro fin dall’inizio; 3) gli assistenti amministrativi, per fare i direttori, hanno lasciato il loro posto a un supplente che dovrà comunque essere pagato: un costo notevole senza nessun vantaggio; 4) ci saranno ricorsi, che comporteranno altri costi e disagi; 5) non c’è nessuna valorizzazione del merito di chi ha lavorato in questi anni.

I motivi di questa decisione sfuggono a qualsiasi logica. Se infatti l’intento era quello di valorizzare persone che hanno titoli di studio, come è stato detto, quanto meno si sarebbero dovuti mettere a concorso tutti i posti, in modo da non dover più ricorrere in futuro a persone senza titoli. Invece no: solo una parte dei posti è stata coperta, e così nuovamente si copriranno gli altri con personale senza titoli che sarà poi messo alla porta in futuro.
Tra l’altro, il fatto che residuino molti posti aprirebbe la strada a una conciliazione tra le legittime aspirazioni dei vincitori di concorso (certo non è loro la colpa di questa situazione) e le aspirazioni altrettanto legittime degli attuali direttori. Misteriosamente, però, non c’è stata nessuna apertura alle richieste dei sindacati in questo senso, quando in altre circostanze il governo si è dimostrato arrendevole di fronte a ben più assurde richieste: anche da questo si misura, purtroppo, il fatto che la politica scolastica non abbia nessuna direzione precisa.

Mi domando infine da dove si sono trovati i soldi per questa operazione che getta nel caos molte scuole in un periodo così delicato: spero non dai fondi destinati al comparto istruzione per gestire l’emergenza Covid, perché oltre al danno diretto si aggiungerebbe quello indiretto, di aver utilizzato in modo del tutto improprio i fondi per gestire l’attuale emergenza.

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