DSGA “in rivoluzione”: aumento dell’indennità di direzione di 6.50 euro, impossibilità di fare carriera

di redazione
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di Agata Scarafilo (giornalista) – Dopo la delusione scaturita dalla firma del CCNL 2018, nasce un movimento autonomo libero ed indipendente dei DSGA (Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi) e degli Assistenti Amministrativi facenti funzione

Un movimento che sta dando vita, in questi giorni, ad un percorso di protesta, che ha preso il via con una formale petizione, ma che non mancherà di porre in essere ulteriori azioni atte a tenere alta l’attenzione su un profilo più volte mortificato nella dignità e nella professionalità.

Il CCNL del Comparto Scuola e Ricerca (triennio 2016-2018) è stato ritenuto così deludente da spingere i ” DSGA in rivoluzione” a prendere le distanze perfino dalle sigle sindacali firmatarie che, stando ai fatti, non hanno sufficientemente tutelato la categoria. Infatti, dopo 10 anni, i DSGA si sono visti riconosciuti unicamente un incremento di indennità di direzione pari a € 6,50 mensili , che, al netto delle ritenute, equivalgono a poco più del costo di una manciata di caramelle . Un incremento, ritiene il movimento (non sindacale e non politico), estremamente offensivo per una professionalità centrale del mondo della scuola su cui poggiano la maggior parte delle dinamiche organizzative, contabili, fiscali, patrimoniali e, di riflesso, anche didattiche delle istituzioni scolastiche.

Un profilo scarsamente valorizzato sia ” ad intra ” che ” ad extra ” nonostante l’intensificarsi delle mansioni e delle responsabilità che vedono il DSGA sempre più coinvolto ed oberato anche di attività lavorative che dovrebbero, per contratto, essere esplicitate dai Dirigenti Scolastici o dai lo delegati.

I DSGA attendevano, infatti, un cambiamento di rotta con un vero riconoscimento del profilo suggellato dal nuovo CCNL, in considerazione di un “accordo” che, rispetto ad altre fonti normative, vede coinvolti i rappresentati sindacali dei lavoratori. Ancora una volta, invece, dopo la delusione delle risultanze della Legge 107/2015 e della recente Legge di Bilancio 2018, a mettere un’ulteriore dito nella piaga ci ha pensato proprio il nuovo CCNL.

Così, con 12 punti esplicitati nella petizione, il ” Movimento autonomo, libero e indipendente dei DSGA ” ha estrinsecato tutta la sua amarezza alle sigle sindacali firmatarie portando a conoscenza di tutto ciò anche il MIUR, l’Aran e le sigle sindacali non firmatarie.

Una situazione davvero paradossale se si unisce anche il fatto che, alla mancata valorizzazione del profilo, vi è anche l’impossibilità per il DSGA di poter fare carriera.  Infatti, nonostante per accedere al ruolo di DSGA sia prevista la laurea, è impedito allo stesso di accedere alla carriera dirigenziale oltre ad essere privato dell’impossibilità di chiedere il part time (sia orizzontale che verticale) e di avere la possibilità di poter esercitare la libera professione, così come riconosciuto ai docenti ai sensi dell’art. 508  del Testo unico della scuola (D.L.vo n. 297 del 16.04.1994).

Insomma, sul danno la beffa! Infatti, il DSGA è l’unico profilo del mondo della scuola ad essere soggetto ad una ” esclusività ” mal pagata e che, in più, tarpa loro inesorabilmente le ali della crescita professionale e dell’avanzamento di carriera.

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