DSGA facenti funzione, ecco il DDL del Sen. Pittoni (Lega): non disperdiamo la loro esperienza

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Questo il disegno di legge del senatore Mario Pittoni, responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega, sui dirigenti amministrativi facenti funzione, presentato sabato 1 agosto in un incontro pubblico a Villafranca di Verona.

DDL – “PROGRESSIONE CARRIERA DSGA FACENTI FUNZIONE”

Art.1 – Al fine di assicurare il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 e di salvaguardare e valorizzare la professionalità acquisita negli anni dal personale Assistente Amministrativo utilizzato nel profilo di Direttore Servizi Generali e Amministrativi, ai sensi delle disposizioni vigenti sulla sostituzione dei personale del medesimo profilo professionale, con l’obiettivo anche di contribuire a superare e limitare i numerosi contenziosi con il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca, nonché di contemperare le esigenze dei soggetti portatori di interessi come sopra individuati e quelli dei candidati alla procedura concorsuale di cui all’art. 1, comma 605 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (concorso ordinario per Direttore Servizi Generali e Amministrativi), l’art. 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, si applica anche alla progressione all’area dei direttori dei servizi generali e amministrativi del personale assistente amministrativo di ruolo che abbia svolto le funzioni dell’area di destinazione per almeno tre anni scolastici a decorrere dall’anno scolastico 2000/2001. A tal fine si procede anche in deroga al requisito del possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno.

Art. 2 – Le graduatorie risultanti dal relativo concorso sono utilizzate, ferma restando la priorità di assicurare alle graduatorie del concorso di cui all’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 il numero di posti specificamente previsto dal bando, vale a dire il 70% dei posti disponibili per ciascuna regione, sul restante 30%, già riservato ai Direttori S.G.A. facenti funzione dal bando stesso, nonché su tutti gli altri posti vacanti e disponibili che risultino comunque disponibili. A tal fine saranno considerati utili per lo scorrimento delle graduatorie del concorso ordinario e per quelle della procedura selettiva di cui sopra anche i posti vacanti dell’organico relativo all’anno scolastico 2021/2022.

Art.3 – Con decreto da adottare entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca stabilirà i punteggi da attribuire a ciascun candidato avendo particolare alla valorizzazione del servizio da responsabile amministrativo e da Direttore Servizi Generali Amministrativi, alla valorizzazione del possesso di laurea, con particolare riguardo a quella specifica prevista per l’accesso al profilo, alla partecipazione ad attività di formazione specifica per il profilo di Direttore S.G.A, al superamento del test di ammissione e relativa formazione procedura selettiva mobilità verticale di cui al Decreto Ministeriale 9 febbraio 2012, n. 17, al possesso della 2A posizione economica, al possesso della 1A posizione economica.

Art.4 – Le medesime graduatorie verranno utilizzate, con decorrenza immediata, anche per le operazioni di sostituzione del Direttore SGA che dovessero rendersi necessarie per sopraggiunte disponibilità in organico di diritto e di fatto.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

L’esclusione di fatto degli Assistenti amministrativi facenti funzione della scuola da responsabilità a lungo loro affidate – con conseguente perdita del prezioso bagaglio d’esperienza – mette a rischio il buon andamento dell’Amministrazione, principio sancito all’art. 97 della Costituzione.
E’ nota la situazione di difficoltà in ordine alla carenza endemica nel sistema scolastico italiano di migliaia di DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi). Dal 2000 a oggi tale funzione è stata affidata – in forza di specifica normativa atta ad assicurare la presenza di detta figura nelle scuole che ne siano sprovviste – agli Assistenti amministrativi, a pieno titolo e con tutte le responsabilità connesse. Ciò ha garantito il regolare funzionamento delle Scuole loro affidate al pari di quelle gestite da DSGA di ruolo. Dopo quasi vent’anni dall’istituzione del profilo del Direttore SGA, la legge di Bilancio 2018 ha previsto l’indizione del concorso ordinario per DSGA con requisito d’accesso – per i candidati esterni – della laurea specifica quinquennale. Ha previsto altresì che possano accedervi anche gli assistenti amministrativi che, se sprovvisti del titolo, abbiano svolto 3 anni di servizio come facenti funzioni DSGA negli ultimi 8 anni.

Ma l’applicazione del solo concorso ordinario avrebbe come risultato l’utilizzo del 100% dei posti vacanti, escludendo quindi ogni possibile progressione verticale all’interno del comparto. È facile comprendere come tale soluzione risulti penalizzante per chi, sostituendo il DSGA anche per oltre un decennio ha investito in formazione acquisendo competenze in un’esperienza lavorativa che è nata, si è sviluppata ed è cresciuta su richiesta dell’Amministrazione per mancanza di DSGA titolari.

Per questo motivo il recente Decreto Legge n. 126 ha previsto una norma ad hoc che ripristina per lo specifico settore ATA della scuola la procedura di cui all’articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75; in forza di tale disposizione la suddetta procedura “si applica anche alla progressione all’area dei direttori dei servizi generali e amministrativi del personale assistente amministrativo di ruolo che abbia svolto le funzioni dell’area di destinazione per almeno tre anni scolastici….”.

Il problema però non è affatto risolto perché la norma difetta di due indispensabili disposizioni: la prima che renda applicabile a questa procedura la disposizione già prevista nella legge di stabilità per il 2018, e cioè il superamento, in sede di prima applicazione, del possesso del titolo di laurea e la previsione in sua vece della prescritta anzianità di servizio nel ruolo richiesto di almeno tre anni; la seconda che non subordini l’attribuzione della sede ai vincitori della suddetta procedura all’esaurirsi delle graduatorie del concorso ordinario, cosa che provocherebbe in non poche realtà l’accesso al nuovo ruolo non prima di tre anni.

Assistenti amministrativi che da anni ricoprono legittimamente la funzione di DSGA, qualora non superassero la prova di selezione del concorso ordinario (non certo studiata per loro) in fase di espletamento, si vedranno scavalcati dai vincitori del concorso e, solo in tempi successivi, potrebbero tornare a ricoprire tale ruolo in virtù del concorso straordinario, ma chissà dove e interrompendo per un periodo di uno o più anni l’esercizio della specifica funzione, lasciando molti istituti privi del loro bagaglio di esperienza.

Già la legge di Bilancio 2018 ha ritenuto di riconoscere tale esperienza con l’equiparazione del servizio svolto al titolo d’accesso al concorso. Si ritiene quindi necessaria una procedura di selezione riservata interna – normativamente ancora prevista e applicata in tutte le Amministrazioni dello Stato – per salvaguardare il patrimonio di esperienza e professionalità acquisito da chi ha provveduto ad assicurare il funzionamento delle scuole in tutti questi anni.

Sulle riserve formulate circa il possesso del titolo di studio d’accesso al profilo (questione posta anche dalla medesima riforma Madia, che vincola l’ammissione al possesso del titolo) per un vincolo da qualcuno presentato quale insormontabile, si fa rilevare che – a ben vedere – tali riserve sono superabili considerando che una deroga in tal senso (mancato possesso del titolo d’accesso) rientrerebbe pienamente nel solco del principio della realizzazione del buon andamento dell’Amministrazione (art. 97 della Costituzione).

Infatti, se “la facoltà del legislatore di introdurre deroghe deve essere (giustamente) delimitata in senso rigoroso, potendo tali deroghe considerarsi legittime soltanto allorquando siano funzionali al buon andamento dell’amministrazione e ricorrano altresì le peculiari e straordinarie esigenze e di interesse pubblico idonee a giustificarle”, queste motivazioni rendono possibile la deroga al possesso del titolo e l’indizione di corso/concorso riservato e/o mobilità verticale. Ancor più se si considera che la situazione attuale è stata appunto determinata dalla deroga, operata dell’Amministrazione, alle previsioni di Legge (vedasi D. Lgs. 165/2001 art. 52).

Evidente, pertanto, la palese contraddizione di permettere a persone esperte ma prive di laurea (parliamo sempre degli Assistenti amministrativi facenti funzione di DSGA) di partecipare al concorso ordinario in via di svolgimento e poi non consentire loro di concorrere a un riservato.

Nell’Intesa del 1 ottobre 2019 con le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola, si contemplava tale possibilità.

La situazione di disagio organizzativo di tantissime scuole si è venuta ad aggravare pesantemente con l’insorgere dell’epidemia di COVID-19.

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Pubblicato in DSGA

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