DSA, una proposta di legge che tutela i loro diritti anche per l’inserimento al lavoro

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Oltre due milioni di italiani sono dislessici, il 3 per cento della popolazione.

Una proposta di legge appena depositata in Parlamento prova a rendere la vita più semplice alle persone con DSA. Il documento è stato presentato a Montecitorio dai deputati del Partito democratico Laura Coccia e Cesare Damiano, e prevede specifiche disposizioni per favorire l’inserimento lavorativo e sociale degli italiani che convivono con questo disagio. È il secondo intervento normativo dopo la legge quadro sulla dislessia, approvata ormai sette anni fa, incentrata in particolare sul mondo della scuola.

La legge 170 del 2010 si è occupata di sostenere il percorso scolastico dei ragazzi con Dsa. Tuttavia nel nostro Paese manca ancora una precisa normativa in ambito lavorativo. La pdl depositata a Montecitorio è stata pensata proprio in funzione degli oltre 12mila studenti italiani con disturbi specifici dell’apprendimento che ogni anno concludono la loro esperienza formativa e provano a inserirsi nel mondo del lavoro.

“Nonostante le difficoltà, i dislessici si rivelano spesso estremamente competenti in molteplici aree della vita personale e professionale – spiega un documento della Fondazione Italiana Dislessia presentato alla Camera – Alcuni degli studi di ricerca effettuati, mostrano che possono avere notevoli talenti nell’elaborazione visiva e spaziale; sono intuitivi e innovativi, sviluppano modalità creative di gestione delle difficoltà e di risoluzione dei problemi; hanno eccellenti capacità di osservazione; sono abili nell’adottare punti di vista non convenzionali”.

La pdl predispone norme in grado di sostenere l’inserimento lavorativo delle persone con DSA, a partire dalle modalità di selezione, evitando ogni forma di possibile discriminazione. Come prevede il primo articolo della proposta di legge, nei concorsi pubblici tutti i soggetti con DSA potranno sostituire le prove scritte con un colloquio orale. E in particolare è assicurata la possibilità di “utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e di calcolo, e di usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per l’espletamento delle medesime prove”.

Alle imprese spetta la possibilità di predisporre progetti personalizzati per facilitare lo sviluppo delle potenzialità dei dipendenti interessati da questo disturbo. Di fatto, la proposta di legge “si pone in linea con quanto fatto per il riconoscimento dell’inclusione e della piena cittadinanza per tutti” spiega la deputata Coccia. “Ci sono tante persone che meritano di essere valorizzate”.

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