DSA nelle scuole dell’Emilia-Romagna: in aumento in quattro anni del 249% nelle scuole superiori

di redazione
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L’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, con una nota pubblicata l’8 settembre, segnala alle scuole come e quanto i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) siano in consistente crescita.

I dati indicano che le segnalazioni di Dsa da scuole statali e paritarie sono state 25.135 nel 2016-2017; quelle relative alle scuole statali (24.028 in ambito regionale) riguardano il 4,9% della popolazione scolastica, “con valori che oltrepassano i sei punti percentuali nelle province di Modena e di Rimini, con indici nettamente al di sopra del 2,5%-3,5% indicato dall’Istituto superiore di sanita’ come proprio della popolazione italiana in eta’ evolutiva”, scrive il direttore dell’Usr Versari  nella circolare che fa il punto della situazione.

Mettendo a confronto i dati a partire dall’anno scolastico 2012-2013, le segnalazioni di DSA salgono del 37,8% nell’ultimo biennio e del 139% nei quattro anni; nella scuola scuola secondaria di secondo grado, l’aumento è del 241%.

Secondo Versari occorre sui Dsa “un approfondimento di analisi sia a livello di criteri diagnostici sia a livello didattico e dell’insegnamento, fino agli stili di vita e di crescita dei bambini”.

Si conferma la prevalenza dei maschi (61,8%) con Dsa rispetto alle femmine, mentre per quanto riguarda la distribuzione delle segnalazioni in rapporto alla cittadinanza, il 92% sono riferite a studenti italiani. Rispetto alla tipologia di studio, c’è una maggiore incidenza di studenti con Dsa negli istituti professionali, rispetto a tecnici e licei,le difficoltà più diffuse sono nella scrittura, nella lettura e nel calcolo.

Versari parla di “panorama complesso” e aggiunge che “la sfida presente e futura per le nostre scuole deve necessariamente andare nella direzione della personalizzazione non solo di ciò che questi alunni sanno o non sanno fare, ma anche e soprattutto di metodologie innovative che possano rispondere alle esigenze di gruppi classe con bisogni via via sempre più diversificati”. Infatti, “non basta capire come far arrivare al diploma” questi ragazzi ma occorre accompagnarli  nel mondo del lavoro.

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