DS, Udir: Sì alla manifestazione di mercoledì per modificare il Testo Unico

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Comunicato UDIR – Dirigenti scolastici: Udir invita i propri associati a manifestare con presidi a Largo Bernardino da Feltre il 30 ottobre dalle 14 alle 17 nei pressi del Miur per sensibilizzare l’amministrazione e la politica ad approvare modifiche urgenti al Testo Unico sulla sicurezza e i profili penali, amministrativi e civili dei capi d’istituto e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di interventi urgenti e immediati per la messa insicurezza degli edifici scolastici.

APPUNTAMENTO A ROMA

Mercoledì 30 ottobre arriveranno a Roma da tutta Italia i ds che si sono mobilitati per la questione sicurezza strutturale degli edifici scolastici. È previsto un sit-in e l’obiettivo dei presidi è incontrare il ministro Lorenzo Fioramonti o un sottosegretario all’Istruzione. Ci sono norme ingiuste, se non pericolose, da cui vogliono essere tutelati e che chiedono di modificare. Udir invita i propri associati ad affiancare questi colleghi, che chiedono al governo un urgente intervento per modificare il Testo Unico sulla sicurezza e i profili penali, amministrativi e civili dei capi d’istituto. Parecchi recenti episodi di cronaca, a cominciare dalla clamorosa condanna in Cassazione di una preside, ritenuta responsabile della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di maturità del 2011, hanno indotto i ds a richiedere una riflessione al Ministero.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE UDIR

Secondo il giovane sindacato Udir troppe colpe sono addossate ai dirigenti scolastici: il primo responsabile è il legislatore e lo Stato deve provvedere a tutelare i capi d’istituto. «Siamo al fianco dei manifestanti – garantisce il presidente di Udir, Marcello Pacifico – perché non si può, svolgendo semplicemente il proprio dovere quotidiano, rischiare condanne penali. Ci sono oneri, per i ds, è evidente, ma non possono essere capri espiatori. Si rischia di indurre i dirigenti scolastici, più che a pensare a come svolgere il proprio lavoro, occupandosi di insegnanti, Ata e alunni, a preoccuparsi continuativamente di eventuali condanne»

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