DS, reggenze e contratto: il commento di una dirigente scolastica Udir

di redazione
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UDIR – Il problema delle reggenze è stato più volte sollevato da Udir, giovane sindacato che tutela la categoria dei DS: con l’inizio del nuovo anno scolastico, infatti, una scuola su quattro non ha un dirigente, con casi traumatici in Sardegna e nel Friuli dove è in servizio soltanto il 60% dei dirigenti scolastici.

Secondo il sindacato la soluzione deve essere tempestiva, semplificando, in primis, le procedure di selezione e formazione del nuovo concorso in atto; è, inoltre, necessario riaprire una procedura riservata ai ricorrenti del 2011, per evitare l’annullamento del corso riservato svoltosi nel 2015, quando si pronuncerà la Consulta in autunno sulla Buona Scuola.

Ogni sede di dirigenza, infatti, già gestisce tre-cinque plessi, spesso dislocati anche in comuni diversi, per non parlare poi delle reggenze che, per neanche 3 mila euro annui lordi in più per DS, decretano la gestione di altri istituti a diversi chilometri di distanza, con rischi quotidiani legati alla sicurezza, alla normale gestione dell’attività didattica e dell’offerta formativa.

A tale proposto, Udir ha raccolto l’esperienza di una dirigente scolastica abruzzese, Maria Patrizia Costantini, che, oltre a palesare le difficoltà legate alla reggenza, si sofferma pure sul contatto DS, altra problematica rilanciata dal sindacato.

“Lo spostamento delle risorse dal FUN 2017-18 e quello previsto ‘solo’ per il 2019 per i reggenti si rivelerebbe una doppia sciagura. Le reggenze infatti sono pagate con un’indennità fissa mensile, cui si somma un incremento della retribuzione di risultato in misura pari all’80% della retribuzione di posizione, parte variabile, che caratterizza il posto assunto in reggenza (in ragione delle fasce di complessità). Ora, è di tutta evidenza che la diminuzione del FUN per l’anno appena trascorso e per il 2019 penalizzerebbe due volte i reggenti che si sarebbero sobbarcati un notevole impegno per un compenso ancora più incongruo di quello che è stato fin a ora percepito.  Richiediamo   incarichi aggiuntivi – e talvolta li subiamo d’ufficio – di cui non è dato conoscere in anticipo il compenso: il Miur ha risparmiato centinaia di milioni di euro procrastinando i concorsi a DS e pagando le reggenze con i soldi del FUN, anomalia tutta italiana, ma di questi risparmi i dirigenti scolastici non hanno beneficiato in alcun modo. Anzi, si sono visti tagliare gli stipendi. Ma è possibile andare avanti così? Nel nuovo contratto dovrà almeno essere stabilito che le reggenze vanno pagate con appositi stanziamenti aggiuntivi del Miur e che il relativo compenso è certo e conosciuto fin dal conferimento dell’incarico. Altrimenti non si porrà mai fine alle nefaste conseguenze dello scellerato contratto sottoscritto nel 2010, che non sono mai state convintamente e concretamente affrontate, almeno fino a quando il forte malessere della nostra condizione renderà ineludibile prendere posizione. Ma siamo sicuri che il lupo abbia perso il pelo e pure il vizio?”

Udir, in ogni regione d’Italia, ha organizzato una serie di giornate di studio dal titolo “Io Dirigente: Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali”. Calendario aggiornato dei seminari

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