Dress code scuola, Dacia Maraini: “La scuola ha perso la sua sacralità. Non ci si presenta ad un esame con gli infradito ai piedi”

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Anche Dacia Maraini interviene sulla questione dress code a scuola: la scrittrice, in un’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, riflette sul significato che si dà all’abbigliamento degli studenti.

La moda in qualche modo suggerisce un linguaggio diverso secondo i luoghi che si vogliono frequentare“, spiega la scrittrice che infatti evidenzia: “Non si va in chiesa vestiti come per andare in palestra, così come non si va a un matrimonio con abiti da casa, e non si va in viaggio vestiti come per ballare in un locale notturno, e non ci si presenta a un esame con gli infradito ai piedi“.

“Che la scuola abbia perso la sua sacralità purtroppo lo dimostra proprio questa idea che la si possa frequentare senza nessun riguardo per quello che rappresenta”, osserva Maraini.

E non parlo di compostezza, continua, contegno, pudore, come dice il vocabolario descrivendo la parola «decenza» ma di rispetto per una casa del pensiero dove ogni altro linguaggio dovrebbe tacere per lasciare spazio alla difficile arte dell’apprendimento”.

Dress code a scuola, l’88% dice sì ad un abbigliamento consono da parte degli studenti [ESITO SONDAGGIO]

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