Drago (M5S): “Mobilità per i docenti di ruolo esiliati è un diritto”

La senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago è intervenuta sul tema della mobilità dei docenti di ruolo che si sono trovati letteralmente “esiliati” e da anni lontani geograficamente dalla loro residenza e delle loro famiglie.

“La scuola italiana – dice Drago – dovrebbe poter armonizzare le esigenze di tutte le sue componenti in modo tale da far “ruotare” un meccanismo funzionante senza che esso si inceppi. Come recita la norma, il decreto legislativo 297/94 all’articolo 470 comma 1 e il decreto legislativo 165 del 2001,
la mobilità, quindi, dei docenti di ruolo ha la prelazione rispetto a quella dei neoimmessi in ruolo (come si evince anche dalla sentenza 3722/2019). Si tratta, quindi, di un diritto e di una posizione solare e per sbrogliare il bandolo della matassa basta fare riferimento alla normativa vigente”.

“Di conseguenza il CCNI siglato nel marzo 2019 “é da ritenersi nullo” (come recita la sentenza 4167 30/04/2020). Non solo non si parte dal 100% dei posti disponibili da destinare a mobilità, ma addirittura le percentuali ad essa destinate, nel triennio di riferimento, decrescono, con andamento inverso alle assunzioni. Diminuiscono i posti disponibili per la mobilità, aumentando quelli per le assunzioni. Pertanto – aggiunge la senatrice – onde evitare dispendiosi ricorsi, quasi sempre vinti dai ricorrenti, con relative spese pagate dal cittadino, occorre riattivare un tavolo tra parti sociali e Ministero. Si possono stabilizzare i precari (v. GAE), magari con un corso-concorso per titoli e servizio e pensare ad eseguire una FIT seria che valuti realmente l’operato del docente durante l’anno di prova; immettere in ruolo i vincitori del concorso 2016; ecc. Tutto si può fare, ma partiamo dallo start: 100% dei posti vacanti disponibili alla mobilità, “trasformando le cattedre in deroga e le cattedre di fatto in cattedre di diritto”.

“Se la Scuola é uno dei pilastri della società – conclude Drago – il MEF deve dare e fare di più insieme al Governo. Su questa linea occorre supportare con incisività il ministro Azzolina”.

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