Draghi, quella volta che disse sui docenti: “La mobilità ha scarso legame con le esigenze educative”

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Crisi di governo ad una svolta. Fallito il tentativo del presidente della Camera, Roberto Fico, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per domani mattina, alle 12, l’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi.

Una personalità di spessore, la cui competenza è riconosciuta a livello mondiale. L’ex presidente della BCE è stato anche governatore della Banca d’Italia, dal 2005 al 2011. Proprio nelle vesti di presidente di Bankitalia, Draghi ha parlato anche di scuola e di insegnanti.

Ecco cosa disse il 31 maggio 2007 durante le sue Considerazioni finali

“L’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario. La bassa collocazione del nostro sistema scolastico nelle graduatorie internazionali ha una caratterizzazione territoriale che merita attenzione”.

E ancora: “Al Sud i divari nei livelli di apprendimento sono signifi cativi già a partire dalla scuola primaria, tendono ad ampliarsi nei gradi successivi: un quindicenne su cinque nel Mezzogiorno versa in una condizione di “povertà di conoscenze”, anticamera della povertà economica. Il ritardo si amplia se si tiene conto dei più elevati tassi di abbandono scolastico. L’esistenza di un divario territoriale così marcato mostra che il problema non sta solo nelle regole, ma anche nella loro applicazione concreta”.

Poi: “In Italia il reclutamento dei docenti, la loro distribuzione geografica e fra le diverse scuole, i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano, a stadi diversi, precarietà e inamovibilità. La mobilità ha scarso legame con le esigenze educative, con meriti e capacità: ogni anno più di 150 mila insegnanti su 800 mila cambiano cattedra in un travagliato percorso di avvicinamento alla posizione desiderata”.

Infine aggiunse: “Pesa il ritardo nello sviluppo di un efficace sistema di valutazione delle scuole, che nell’esperienza degli altri paesi appare indispensabile complemento dell’autonomia scolastica. Per cambiare la scuola italiana si deve muovere dalla constatazione dei circoli viziosi che la penalizzano, disincentivano gli insegnanti, tradiscono le responsabilità della scuola pubblica. I problemi nascono qui, non da una carenza di risorse per studente destinate all’istruzione scolastica, che sono invece più elevate in Italia che nella media dei paesi europei”.

Più recentemente, a Rimini, Draghi disse: “Il futuro dei giovani è a rischio, bisogna dar loro di più. Ha parlato di un debito che dovrà essere buono per non caricare «le nuove generazioni di un’eredità insostenibile, che potrebbe creare una delle forme più gravi di diseguaglianza. E ha aggiunto che si corre il pericolo che ai giovani resti la mancanza di una qualificazione professionale che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e i loro redditi futuri. La pandemia potrebbe creare una distruzione di capitale umano senza precedenti”.

Mattarella: “Governo di unità nazionale”. Convocato per domani Mario Draghi [VIDEO]

Mario Draghi, la sua carriera

Mario Draghi, romano, classe 1947, borsista del Mediocredito, studia e insegna nei migliori campus Usa e consegue un Ph.d in Economics presso il Massachusetts Institute of Tecnology (Mit). Poi  inizia la stagione dell’insegnamento all”Università di Firenze dal  1981. Approda, negli anni Ottanta, nei grigi corridoi ministeriali  nella veste di consigliere economico del ministro del Tesoro Giovanni Goria, che lo designa a rappresentare l’Italia negli organi di  gestione della Banca mondiale.

Il 29 dicembre 2005 diventa il nono governatore della Banca d’Italia. Draghi viene chiamato a sostituire Antonio Fazio, costretto alle dimissioni in seguito allo scandalo di Bancopoli. A causa di questa vicenda la durata dell’incarico conferito a Draghi ha un mandato a  termine di sei anni, rinnovabile una sola volta.

Alla guida di Palazzo Koch, Draghi rimane fino al 31 ottobre 2011. Nell’aprile del 2006 viene eletto Presidente del Financial Stability Forum, divenuto Financial  Stability Board dalla primavera del 2009. Dal 1° novembre 2011 Draghi assume il timone della Banca centrale europea.

Il 26 luglio 2012, in un intervento a Londra, annuncia che la Banca centrale europea farà tutto il possibile (Whatever it takes) per salvare l’Euro.

Il 31 dicembre 2012 è stato nominato uomo dell’anno dai quotidiani inglesi Financial Times e The Times, per aver ben gestito la crisi del debito sovrano europeo in un momento molto delicato come l’estate di quell’anno quando la crisi finanziaria stavaper contagiare grandi economie, come la spagnola e l’italiana.

Nel gennaio 2015 Draghi lancia l’atteso Quantitative easing, con cui la  Banca centrale europea acquista titoli di stato dei paesi dell’Eurozona per 60 miliardi di euro fino al settembre 2016.

Il 31 ottobre 2019, con il tradizionale rito di passaggio di consegne a Christine Lagarde, termina ufficialmente il suo mandato di presidente della Bce.

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