DPCM abilitazione docenti, i corsi saranno a numero chiuso? Ci sarà una selezione per partecipare? [VIDEO]

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Dopo un anno di attesa, è stato firmato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che definisce i nuovi percorsi di formazione iniziale degli insegnanti della Scuola secondaria di I e II grado. Se ne attende adesso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dato che tra la bozza presentata ai sindacati e su cui si è espresso il CSPI e le modifiche apportate dal decreto PA bis, si prevedono numerose modifiche al testo iniziale.

Accesso con selezione?

Diversi ovviamente sono i temi caldi e i dubbi che gli aspiranti si pongono. Fra questi un aspetto importante che bisogna comprendere è quello dell’accesso a numero programmato ai corsi per abilitarsi.

Ne abbiamo parlato nel corso della diretta su OS TV del 2 agosto con Sonia Cannas, esperta di normativa scolastica.

Bisogna fare distinzioni“, esordisce Cannas, che ricorda come la legge 79/22 prevedeva dei percorsi a numero chiuso.

Il decreto PA bis – spiega Cannas – ha cancellato un comma, che ha mandato in confusione molti. Il numero chiuso in realtà, se si legge l’intero articolo, resta. Ma prevedendo di assorbire tutti gli abilitati in ruolo significa che questo numero chiuso sarà più ampio di quello che era previsto“.

Questo significa che non esisteranno più restrizioni al numero di docenti che possono ottenere l’abilitazione in una particolare classe di concorso, ma che bisognerà individuare le modalità di partecipazione.

Su questo argomento  – che sarà centrale almeno nella prima fase dei percorsi, per l’elevato numero di aspiranti in attesa di conseguire l’abilitazione – si è espresso anche il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni che conferma numero chiuso e selezione in ingresso, superabili attraverso il sistema dello scaglionamento e parte delle lezioni in modalità online. DPCM 60 CFU, Pittoni (Lega): “Evitare numero chiuso e selezione in ingresso” [VIDEO]

La risposta integrale di Sonia Cannas al minuto 27:39

TUTTE LE RISPOSTE

Il percorso formativo standard prevede l’acquisizione di almeno 60 CFU (Crediti Formativi Universitari)/CFA (Crediti Formativi Accademici). Gli altri percorsi, pari a 30 o 36 crediti formativi, sono rivolti a chi abbia già svolto un servizio di almeno tre anni scolastici e a coloro che abbiano conseguito 24 CFU/CFA in base al previgente ordinamento.

Gli altri punti principali del DPCM:

– È previsto un rigoroso sistema di accreditamento affidato all’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), che definisce i percorsi di contenuto, le procedure di monitoraggio sul livello qualitativo della formazione e la valutazione finale degli aspiranti docenti.

– Tutti i nuovi percorsi si concluderanno con l’esame finale: una prova scritta e una lezione simulata, il cui superamento garantirà ai candidati il conseguimento della formazione professionalizzante delineata dagli standard minimi del docente abilitato, grazie alle modalità di svolgimento della prova e alla specifica composizione prevista per la commissione giudicatrice.

– I percorsi formativi saranno oggetto di una valutazione periodica “ex post” da parte dell’ANVUR che, per assicurare omogeneità della qualità dell’offerta formativa da parte delle università, terrà conto del “tasso di successo” dei nuovi abilitati alle procedure di reclutamento per la scuola.

Nuovi percorsi di formazione docenti 30 e 60 CFU, DPCM firmato. Valditara: “I prof dei nuovi percorsi avranno una formazione molto strutturata disciplinarmente e pedagogicamente”

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