DPCM 60 Cfu, Pittoni: “Attenzione all’abilitazione dei docenti o sarà il voto a imporla”

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“Se il Dpcm in lavorazione al ministero non dovesse definire in modo soddisfacente gli attesi percorsi formativi abilitanti all’insegnamento, il prossimo 25 settembre in cabina elettorale ci penserà direttamente il mondo della scuola. Il suo voto, superata la fase dei governi “tecnici”, darà forza a chi realmente rappresenta le istanze dell’istruzione”.

Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama.

Il senatore, poi, spiega: “Il decreto Pnrr2 non distingue le categorie interessate all’abilitazione all’insegnamento, quando invece ne vanno considerate almeno tre: docenti precari che insegnano nella scuola statale, nelle paritarie e nei centri IeFP con anzianità di servizio pari o superiore a tre annualità (triennalisti); docenti di ruolo, cosiddetti “ingabbiati”; dottori di ricerca. Il Dpcm può non fare rimpiangere i Percorsi abilitanti speciali (Pas) – collaudati con successo nel 2013 – a triennalisti e ingabbiati che, vantando svariati anni d’insegnamento, interpreterebbero l’imposizione generale del tirocinio come ennesima vessazione nei loro confronti. Non sprechiamo l’occasione della distinzione! E non si ripeta l’errore del Tirocinio formativo attivo (Tfa) da sempre impantanato nei lacci e lacciuoli del numero chiuso, che nella scuola non ha mai funzionato e che per tale motivo – conclude Pittoni – è all’origine dell’attuale grave carenza di docenti specializzati sul sostegno e di insegnanti abilitati in generale”.

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