DPCM 60 CFU, il governo accelera: sindacati convocati per martedì 13 giugno alle 15:30. In ballo anche un decreto legge

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Il governo intende accelerare sulla formazione dei docenti. Come scritto nei giorni scorsi, il dialogo con l’Unione Europea sul DPCM da emanare, si è concluso.

Adesso spetta al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, apporre la firma al provvedimento che dovrà regolamentare il nuovo sistema di abilitazione. Prima della sua pubblicazione, i rappresentanti del Ministero incontreranno le forze sindacali. L’incontro è in programma martedì prossimo alle 15:30.

Cosa dovrebbe prevedere il DPCM

Allo stato attuale, la nuova abilitazione, delineata dal decreto legge 36/2022, prevede il possesso della laurea più 60 crediti formativi universitari (Cfu), di cui almeno dieci di area pedagogica, e un tirocinio di almeno 20 Cfu. Inoltre, per ottenere una cattedra si dovrà superare un concorso, con eccezioni per i cosiddetti “precari storici”. Queste modifiche dovrebbero coinvolgere inizialmente circa 100mila docenti

I primi a essere abilitati con le nuove regole saranno i partecipanti al concorso riservato previsto dal decreto legge, tra cui i precari storici, o i docenti già in possesso di 24 crediti formativi universitari secondo la vecchia normativa. Una volta superato il concorso, dovranno ottenere ulteriori crediti e superare la prova di abilitazione per passare di ruolo.

In aggiunta, una selezione “aperta” (laurea più 60 cfu) sarà prevista per altri aspiranti docenti. Si tratta di circa 35.000 professori che, insieme ai 35.000 della selezione riservata, potrebbero permettere di raggiungere l’obiettivo di 70.000 assunzioni in due anni.

Le università avranno un ruolo fondamentale in questo processo, dato che dovranno erogare i Cfu. Per facilitare il loro lavoro, si sta pensando a una modifica normativa che consenta di svolgere metà dei 60 crediti in modalità online. Questo potrebbe aprire nuove opportunità per gli studenti e semplificare il processo di acquisizione dei crediti. La norma sembrava destinata in un primo momento al decreto Pa, attualmente all’esame della Camera, ma l’accelerazione ai lavori impressa la settimana scorsa in commissione ha scombinato i piani. Da qui il “piano B” di ospitarla in un prossimo provvedimento tutto da scrivere.

Decreto legge in arrivo?

Non è finita qui, però, perché il governo pensa anche alle modifiche su altre vicende che coinvolgono migliaia di docenti (come ad esempio la trasformazione in GaE delle graduatorie di merito del concorso ordinario 2020). In base a quanto raccolto dalla nostra redazione, sono due le strade percorribili: la prima (al momento meno in considerazione) riguarda l’inserimento di diverse norme come maxi emendamento in uno dei decreti in corso di approvazione in Parlamento. L’altra ipotesi, attualmente in pole position, è l’inserimento dei provvedimenti all’interno di un decreto legge omnibus da approvare, forse già la prossima settimana, in Consiglio dei Ministri.

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