Dove sono finite la storia e la geografia a scuola? Lettera

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inviata da Mario Bocola – Dove sono finite la storia e la geografia nella scuola? Sembrano essere state relegate a materie di confine nell’arco delle discipline che si studiano.

Occorre rivedere l’approccio fondamentale con queste due discipline perché sviluppano il senso critico negli alunni

Aumentare, quindi, le ore di geografia e storia nelle scuole perché gli studenti non sanno collocare nello spazio e nel tempo gli avvenimenti storici, non sanno costruire un discorso logico e critico sulle cause e sugli effetti delle battaglie, delle guerre, delle contese che hanno contrassegnato nelle diverse epoche le vicende tra i vari stati italiani ed europei.

Per non parlare della geografia, disciplina in cui gli alunni ignorano confini, laghi, oceani (confondono gli oceani e i mari), i fiumi, i monti, non conoscono le capitali e le città più importanti di uno stato europeo e mondiale.

Un tempo si studiava la geografia con l’atlante e si obbligavano gli alunni a portarlo a scuola, oggi, invece usano Google Maps e non sanno nemmeno orientarsi nello spazio.

Nell’era della tecnologia orientarsi è facilissimo, ma non si ha la cognizione dello spazio e dell’orientamento. Torniamo ad insegnare la vera geografia, quella che ha fatto appassionare molti studenti, quando un tempo i ragazzi si appassionavano a questa disciplina mentre oggi è diventata la “cenerentola delle materie”, quella più bistrattata, quella messa all’angolo perché ritenuta insignificante.

È urgente tornare ad insistere molto sulle conoscenze e fare in modo che gli studenti allarghino il più possibile gli orizzonti del sapere. È necessario farlo perché quando i nostri studenti affrontano una prova di cultura generale cadono inesorabilmente, perché, appunto, non possiedono le conoscenze di base di tutte le discipline. Hanno delle nozioni sporadiche, frammentate e, spesso, nei questionari a risposta chiusa rispondono a caso, tentando di indovinare la risposta giusta.

Gli studenti devono essere consapevoli che tutte le tipologie di concorsi pubblici e privati prevedono una prova preselettiva di cultura generale per monitorare se lo studente possiede o meno quelle conoscenze minime generali di quanto ha appreso sui banchi di scuola. E, invece, quando ci si imbatte nella correzione degli elaborati contenenti domande di cultura generale c’è veramente da mettersi le mani in testa, da restare sbalorditi, in quanto le risposte ivi contenute sono a dir poco assurde!

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