Dov’è la mia aula? Riflessioni sulla DaD. Lettera

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Inviata da Maria Rita Sacco – Siamo in dirittura d’arrivo … pochi giorni e poi, gli ultimi adempimenti: Valutazione in decimi (ma sì, continuiamo pure a quantificarlo questo Essere) e … mettiamoci l’ennesima pietra sopra. Ci riusciamo?

Stavolta è proprio pesante ed è … “speronata”.

La DAD (didattica a distanza), altro effetto domino del Covid – 19, credo sia stata ( ci sarà concesso parlarne al passato?), in questa situazione di emergenza, un paracaduteee …

Ha permesso una sorta di alfabetizzazione digitale (chissà quando l’avremmo avuta), solidarietà tra – con docenti e mamme (da condividere assolutamente in presenza) e poi … ha garantito, seppur in lampi di
tempo, quotidianità e regolarità di incontri ( si è unici , meravigliosi anche in DAD).

Non dimentichiamo, però, che abbiamo dovuto rimodulare in termini di Conoscenza, sui contenuti, tempi e finanche sugli approcci emotivi.
La funzione docente e la libertà di insegnamento riflesse … nel volto delle mamme.

Tutti abbiamo cercato di dare il meglio, per il Bene di tutti!
Però, mi chiedo: “ Dov’è la mia aula? Quando sarà permesso di rientrarci in quel laboratorio di Vita, in cui una bozza di idea diventa capolavoro, dove un bel voto profuma di sudore, gli scontri e gli abbracci fino a farsi male, le merendine a condividere, che poi tutto è più buono … le corse a sfinire in cortile, i banchi a riordinare e gli appuntamenti all’uscita … e poi: “ Ci raccontiamo domani. Ciao”.

Il DADo forse è già stato tratto? ( banda larga, piattaforme business).
VOGLIAMO la SCUOLA della Conoscenza e in presenza! Punto e a capo

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