D’Ottavio (PD): tutti d’accordo sulle assunzioni, ma anche le modalità sono importanti

di redazione
ipsef

newsletter On. D'Ottavio – La "democrazia" ha di bello il fatto che tu puoi anche essere in minoranza, ma non è detto che la maggioranza abbia ragione. Cioè, hanno tutti ragione, la maggioranza soprattutto perché è tale, la minoranza perché, se la maggioranza avesse compreso le grandi intuizioni, avrebbe potuto cambiare idea!

newsletter On. D'Ottavio – La "democrazia" ha di bello il fatto che tu puoi anche essere in minoranza, ma non è detto che la maggioranza abbia ragione. Cioè, hanno tutti ragione, la maggioranza soprattutto perché è tale, la minoranza perché, se la maggioranza avesse compreso le grandi intuizioni, avrebbe potuto cambiare idea!

Infatti non c'è sistema politico migliore di quello democratico perché ti consente di mantenere le tue idee, il problema della democrazia e' quello dei tempi e della decisione. Individuare il momento e la modalità per attuare una possibile decisione e' il rischio più grande anche per una forte maggioranza.

Molto spesso capita che, pur in condizioni di decidere, si rinvia con la motivazione di non forzare, di non imporre alla minoranza, qualche volta per scarsa convinzione o per paura di non avere poi tutta questa ragione…..

Io ho sempre pensato che le decisioni migliori sono quelle per le quali si ha chiaro chi ci guadagna e chi ci rimette per le conseguenze.

Per esempio sulla vicenda scuola, addirittura non ci sono contrasti sulla necessità di stabilizzare i precari, anzi in molti chiedono che si faccia un decreto urgente, dopo avere sempre criticato il Governo per averne fatti troppi.

In realtà le divisioni ci sono e sono profonde sulle cose da fare.

A me pare che la scelta del Governo di presentare un disegno di legge come base di discussione al Parlamento sia coerente con quanto ha espressamente chiesto il presidente della Repubblica Mattarella.

Il Governo non ha escluso che una parte possa essere tramutata in decreto, ma ha tutto un altro senso farlo a valle di un dibattito parlamentare. Quindi, se è vero che tutti hanno ragione, o le loro ragioni, la democrazia rimane un esercizio difficile, dove alla fine contano sempre i numeri, ma è altrettanto importante come ci arrivi alla conta.

Tempo, metodo, numeri e valori si intrecciano ma guai a dimenticare che si decide in nome e per conto dei cittadini, nel caso della scuola, soprattutto di insegnanti e studenti.

 

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