D’Ottavio (Pd) “Introdurre formazione degli adulti ne La Buona Scuola”

Il partito democratico pone rimedio al fatto che nel decreto per la buona scuola del governo non ci fosse un punto dedicato al educazione degli adulti.

Il partito democratico pone rimedio al fatto che nel decreto per la buona scuola del governo non ci fosse un punto dedicato al educazione degli adulti.

Questo è uno degli elementi più urgenti. Se gli adulti sono ben formati possono di conseguenza formare giovani più preparati e migliori. Un dato per tutti: il 53 per cento degli adulti ha problemi di alfabetizzazione. I Cpia sul territorio, adeguati alle esigenze, possono essere le strutture idonee a rispondere al bisogno di formazione degli adulti.

Lo dichiara l on Umberto D'Ottavio, deputato Pd e membro della VII commissione cultura e istruzione della Camera, partecipando all' incontro <più adulti in formazione> organizzato dal forum pd istruzione provinciale
del partito democratico. All'incontro partecipa l assessore regionale all' istruzione Gianna Pentenero.

Alcuni dati.

Secondo una recente indagine internazionale(PIAAC) riguardante il possesso delle competenze di base funzionali da parte della popolazione adulta, condotta tra 24 paesi OCSE, il nostro Paese è risultato all'ultimo posto
per quanto riguarda la capacità di lettura e comprensione di testi scritti e al penultimo posto per numeracy (ovvero l'applicazione di semplici concetti matematici). Il 70,3% degli adulti italiani si colloca sotto il livello che l'indagine valuta corrispondere al possesso delle competenze necessarie minime per poter vivere e lavorare in modo adeguato al giorno d'oggi. Dall'indagine risulta anche che "i giovani italiani da poco diplomati e laureati hanno il livello medio di risultati più basso tra i Paesi OCSE che hanno partecipato alla rilevazione.

Inoltre il livello di risultati di chi ha solo l'obbligo scolastico è uguale a quello dei giovani italiani con un diploma. In altre parole, un giovane diplomato italiano ha oggi le stesse competenze cognitive fondative di un giovane che al massimo ha l'obbligo formativo".

In Italia, nel 2010, il 45,2 per cento della popolazione tra i 25 e i 64 anni di età ha come titolo di studio più e levato la licenza di scuola media (denominata "scuola secondaria di primo grado"). Nella graduatoria dell'Unione Europea l'Italia occupa la quarta peggiore posizione, dopo Spagna, Portogallo e Malta e mostra un valore ben al di sopra della media UE27 (27,3 per cento). FONTE ISTAT

Confrontando i diversi livelli di partecipazione degli adulti 25-64 anni ad attività di lifelong learning rilevati in 29 paesi europei nel 2012, 'Italia è alla posizione 22. I corsi del sistema di istruzione "formale" volti al conseguimento di titoli riconosciuti dal sistema nazionale delle qualificazioni (dalla licenza elementare al dottorato di ricerca) sono seguiti dal 5,8% degli individui della fascia di età 18-74 anni. Rispetto al 2006 la partecipazione è diminuita (era l'8,0%). FONTE ISTAT

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