D’Ottavio (PD): cosa abbiamo sbagliato sulla scuola e che cosa succede adesso

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Ho partecipato anch'io all'incontro con il Presidente del Consiglio per fare il punto sul disegno di legge sulla scuola in discussione al Senato dopo l'approvazione alla Camera. Erano presenti tutti coloro i quali, per il Partito Democratico, stanno seguendo l'iter parlamentare del provvedimento e la consapevolezza che siamo alla stretta finale sulla promessa più importante, quella di assumere a tempo indeterminato 100.000 precari, ha indirizzato la discussione.

Ho partecipato anch'io all'incontro con il Presidente del Consiglio per fare il punto sul disegno di legge sulla scuola in discussione al Senato dopo l'approvazione alla Camera. Erano presenti tutti coloro i quali, per il Partito Democratico, stanno seguendo l'iter parlamentare del provvedimento e la consapevolezza che siamo alla stretta finale sulla promessa più importante, quella di assumere a tempo indeterminato 100.000 precari, ha indirizzato la discussione.

Ma, lo ha ammesso lo stesso Renzi, qualcosa abbiamo sbagliato. Secondo me anche più di qualcosa e soprattutto ha dimostrato tutti i suoi limiti l'impostazione della legge. Troppo concentrata sulle assunzioni e poco sugli studenti e sul loro percorso formativo. La lotta alla dispersione scolastica e l'obiettivo di innalzare il livello culturale del nostro Paese sono rimasti seppelliti sotto il tema di chi e con quali modalità assumere.

La provocazione del Presidente è servita a dare una scossa ad un dibattito avviato verso un nulla di fatto di utile per gli studenti e per gli insegnanti. Il rinvio o la resa agli emendamenti sarebbe una grave sconfitta, per questo ho condiviso la decisione di presentare il maxi emendamento teso a ridurre al minimo i tempi al Senato. Se si lavora in modo determinato ce la possiamo fare ad assumere gli insegnanti per settembre o qualche settimana dopo!

L'emendamento dei relatori consentirà di presentare ulteriori modifiche e trovare l'intesa necessaria. I temi del dissenso ormai sono chiari: il ruolo del dirigente e la valutazione e la chiamata diretta. Ipotesi di soluzione positiva ci sono, in particolare sulla valutazione si puòlasciare alla singola autonomia di sperimentare modalità che possano, in qualche anno, dare gli strumenti per scelte nazionali.

Però, credo che questo non basti ancora. Dobbiamo riprendere gli incontri Governo/Sindacati, fare in modo che una discussione sul contratto possa rappresentare lo strumento per rilanciare il ruolo dell'insegnante.

Se si vuole convocare una Conferenza Nazionale sulla scuola credo sidebbano mettere all'ordine del giorno i temi delle deleghe al Governo, creare le condizioni per scelte condivise e partecipate.

Mi pare che la campanella sia suonata per tutti, ognuno tragga il proprio bilancio su questi mesi. Il Governo dimostri di essere capace di ascolto e i Sindacati e le Associazioni diano prova di disponibilità al cambiamento.

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Eurosofia. Ultimi posti disponibili per partecipare all’incontro: “PNRR, Start-up per dirigenti scolastici – Attuazione delle linee di investimento”