Dotazione tecnologica nelle scuole? Fondamentale. Ma perché installare tecnologie in scuole di montagna senza cablaggio? Va inserita anche in un quadro pedagogico

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Il periodo pandemico ha portato ad una mole importante di finanziamenti dedicati alla didattica a distanza e dunque alle tecnologie, sia intese come software che come hardware. Questo filone è proseguito con i vari decreti c.d. “ristori” che hanno implementato la dotazione tecnologica della scuola, a completare questo quadro i vari progetti dell’asse “PNSD” e, da ultimi, i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Si costruiscono idee progettuali solo parzialmente realizzabili: cosa sarebbe necessario fare

“Sicuramente – ha affermato la dirigente scolastico avv. Lucia Zavettieri dell’Istituto Comprensivo “Galilei – Pascoli” di Reggio Calabria, una fucina di iniziative pedagogiche e didattiche, “la dotazione tecnologica all’interno delle scuole oggi è fondamentale, sia intesa come singoli device che come laboratori iper-tecnologici e come aule attrezzate. E’ necessario però sottolineare che, tali finanziamenti “vincolati” per usare un’espressione cara ai Dsga ed ai revisori dei conti in ordine al controllo della finalità della spesa, se sono importanti per creare una nuova forma di didattica, spesso vengono a costituire idee progettuali solo parzialmente realizzabili. Penso a diversi plessi di montagna o semplicemente plessi periferici di aree rurali in cui non si riesce a realizzare un cablaggio che supporti una dotazione tecnologica così importante per via delle difficoltà infrastrutturali di quelle aree. Penso a plessi del centro cittadino sottoposti a vincoli importanti per cui non è possibile realizzare opere di idraulica per laboratori artistici o che abbisognano di un lavatoio all’interno. In molte città gli Enti Locali non riescono a rendere confortevole l’ambiente scolastico per cui, ad esempio, un laboratorio realizzato con i fondi pnrr diventa inaccessibile d’inverno se l’aula è priva di riscaldamento, se vi sono problemi di infiltrazioni etc, su questo i Dirigenti Scolastici non hanno potere in materia in quanto la competenza è dell’Ente locale e non vi sono fondi scolastici dedicati all’edilizia, per esempio. E’ necessario, dunque, che a fronte di questi finanziamenti vi siano opere infrastrutturali dedicate per rendere veramente fruibile il servizio e magari dei fondi che permettano al Dirigente, in manutenzione “ordinaria” di sopperire alle varie difficoltà per fare in mondo che si realizzi a pieno una didattica innovativa.

Serve un profondo rinnovamento che in parte può essere ottenuto in autonomia dalle scuole, in parte con interventi dall’alto a carattere normativo e finanziario

Per il Dirigente scolastico ing. prof. Vincenzo Caico, alla guida del prestigioso Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone “mettiamoci comodi, perché oggi la scuola necessita davvero di tante cose. Necessita di un profondo rinnovamento che in parte può essere ottenuto in autonomia dalle scuole, in parte con interventi dall’alto a carattere normativo e finanziario. Le tecnologie in sé non rappresentano un valore aggiunto se non inserite nel quadro di una pedagogia fondata sull’inclusione, sull’approccio interdisciplinare al sapere e sul valore formativo ed educativo dell’azione didattica. Non sono cose banali. Bisogna mettere l’apprendimento e la sua soggettività, seppur realizzato in un contesto di relazione, al centro dei nostri sforzi. È necessario aumentare gli stipendi dei docenti, è necessario istituire la figura di docente senior che concorra a costituire quel middle management ormai sempre più necessario all’interno di scuole da considerare, giusto per citare De Toni, come organizzazioni complesse auto-organizzate”.

La riflessione Collegiale deve essere autonoma

Precisa il DS Vincenzo Caico che “è necessaria anche una maggiore riflessione autonoma e collegiale che, all’interno delle istituzioni scolastiche, porti a una maggiore convergenza metodologica, didattica e valutativa in chiave educativa. Oggi il rapporto docente-discente in molti casi segue ancora logiche prestazionali e di controllo che poco hanno a che vedere col ruolo educativo dell’insegnamento. Soprattutto nella scuola secondaria, ma talvolta anche alla primaria, l’approccio esasperatamente disciplinaristico al sapere e un’idea troppo individualistica del ruolo docente rappresentano un problema concreto per la costruzione del profilo culturale ed educativo in uscita delle ragazze e dei ragazzi”.

Serve l’assegnazione alle scuole di somme non vincolate in modo stringente all’acquisto di beni specifici

Per il dirigente scolastico Gianluca Moretti alla guida dell’Istituto Professionale “Velso Mucci” di Bra “a mio avviso sarebbe molto utile l’assegnazione alle scuole di somme non vincolate in modo stringente all’acquisto di beni specifici. Nel tentativo di chiarire meglio tale concetto, riporto un caso specifico che ha recentemente riguardato l’istituto da me diretto: non ho potuto acquisire una nuova lavapentole a basso consumo energetico, un bancone bar attrezzato e due macchine professionali per la produzione di gelati artigianali solamente perché non rientravano in alcuna delle voci presenti in un alquanto restrittivo elenco di beni rendicontabili nel progetto. Le nostre scuole sono realtà distinte e peculiari, che necessitano di investimenti mirati e calibrati sulle competenze che effettivamente occorre sviluppare negli studenti, se lo scopo è quello di garantire loro occupabilità non generica, ma nel settore prescelto per inclinazioni e interessi personali”.

Bisogna che l’ambiente “bello” divenga “bellezza”

La scuola cambia setting, crea nuovi ambienti di apprendimento attingendo ispirazione dai colori, dall’informalità, dalla creatività, dagli stimoli sensoriali che un ambiente accuratamente studiato può fornire, ma certamente non basta. Bisogna andare in profondità, o se si preferisce in “alto”, bisogna che l’ambiente “bello” divenga “bellezza” , Bisogna saper cosa fare dentro questi nuovi ambienti polifunzionali affinché possano maturare negli alunni sensazioni, emozioni, curiosità, pensieri che si trasformeranno in valori perché la scuola in fin dei conti ha il solo compito di far sì che i nostri alunni siano sempre nelle condizioni di poter scegliere e di saper scegliere tra Bene e male” ha sottolineato la professoressa Irene Marcellino, Dirigente della direzione didattica “Monti Iblei” di Palermo che, in siffatta maniera, conclude un annoso ragionamento in corso sulla scuola che cambia e che, solo così, sa dove deve andare.

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